Crans-Montana – La notte che avrebbe dovuto segnare l’inizio di un nuovo anno di festa si è trasformata in una delle pagine più nere della cronaca recente svizzera.
L’incendio scoppiato all’interno di un bar molto frequentato di una nota località sciistica ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di oltre cento clienti, molti dei quali giovani e lavoratori stagionali.
A giorni di distanza dalla tragedia, l’attenzione degli inquirenti si concentra ora su ciò che è avvenuto dopo le fiamme, in particolare sulla gestione dell’area colpita e sulla conservazione delle prove.

Secondo le prime ricostruzioni ufficiali, il rogo si sarebbe sviluppato rapidamente nei locali sotterranei del bar durante i festeggiamenti di Capodanno, in un momento di massimo afflusso.
La combinazione tra materiali di rivestimento altamente infiammabili, illuminazione decorativa e un’elevata densità di persone avrebbe favorito una propagazione estremamente veloce del fuoco e del fumo. Molti clienti, colti di sorpresa, non sono riusciti a raggiungere le uscite in tempo.
I soccorsi sono intervenuti in pochi minuti, ma la situazione all’interno del locale è apparsa subito critica.
I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza la struttura, mentre le ambulanze trasportavano i feriti negli ospedali della regione e in quelli dei cantoni limitrofi. Alcuni pazienti sono stati trasferiti anche all’estero, vista la gravità delle ustioni riportate.
Con il passare dei giorni, l’indagine ha assunto una dimensione più ampia, andando oltre la dinamica dell’incendio. Fonti investigative riferiscono che, nelle ore successive all’evento, una parte del locale sarebbe stata sgomberata e ripulita per motivi di sicurezza strutturale.
Questa circostanza ha attirato l’attenzione della procura, che sta valutando se tali interventi abbiano influito sulla possibilità di effettuare rilievi completi e accurati.
Gli inquirenti sottolineano che la raccolta delle prove non si basa esclusivamente sui resti materiali. Le autorità hanno acquisito filmati delle telecamere di sorveglianza, sia interne sia esterne, registrazioni audio delle chiamate di emergenza e un vasto numero di testimonianze.
Decine di sopravvissuti e dipendenti del bar sono stati ascoltati per ricostruire i minuti precedenti allo scoppio dell’incendio e le modalità di evacuazione.
Un altro elemento centrale riguarda i controlli di sicurezza effettuati negli anni precedenti. Dai documenti esaminati finora risulta che l’ultimo controllo antincendio completo risalirebbe a diversi anni fa.
Gli investigatori stanno verificando se il locale fosse pienamente conforme alle normative vigenti al momento dell’incidente, in particolare per quanto riguarda le vie di fuga, la capienza massima consentita e i materiali utilizzati per l’isolamento acustico e decorativo.
Il proprietario del bar è stato interrogato più volte dagli inquirenti. Attraverso i suoi legali, ha dichiarato di essere profondamente colpito dalla tragedia e di aver sempre collaborato con le autorità.
Ha inoltre respinto ogni accusa di comportamento intenzionalmente scorretto, sostenendo che le operazioni effettuate dopo l’incendio sarebbero state necessarie per evitare ulteriori rischi e non finalizzate a ostacolare l’indagine.
La procura, da parte sua, mantiene una posizione prudente. Le ipotesi di reato al vaglio includono l’omicidio colposo, le lesioni personali gravi e la violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi aperti al pubblico.
Tuttavia, gli inquirenti ribadiscono che nessuna responsabilità verrà attribuita prima del completamento delle perizie tecniche e dell’analisi di tutto il materiale probatorio.
Nel frattempo, la tragedia ha aperto un acceso dibattito a livello nazionale. Politici, esperti di sicurezza e associazioni di categoria chiedono una revisione dei controlli nei locali notturni, soprattutto nelle zone turistiche dove, durante l’alta stagione, l’affluenza può superare di gran lunga quella prevista in periodi ordinari.
Alcuni cantoni stanno già valutando l’introduzione di ispezioni più frequenti e sanzioni più severe in caso di irregolarità.
La comunità locale vive giorni di profondo dolore. Le autorità comunali hanno organizzato cerimonie di commemorazione, mentre chiese e piazze si sono riempite di candele e messaggi di cordoglio. Molte delle vittime provenivano dall’estero, e le ambasciate dei Paesi coinvolti seguono da vicino l’evolversi dell’inchiesta, offrendo supporto alle famiglie.

Esperti di prevenzione incendi ricordano che tragedie di questa portata raramente hanno una causa unica. Spesso sono il risultato di una serie di fattori concatenati: scelte progettuali discutibili, controlli insufficienti, sottovalutazione dei rischi durante eventi affollati.
“La sicurezza non è mai un dettaglio”, spiega un ingegnere specializzato, “ma un processo continuo che richiede attenzione costante”.
L’inchiesta proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori accertamenti tecnici e interrogatori. Le autorità promettono trasparenza e rigore, consapevoli che l’esito di questo
Esperti di prevenzione incendi ricordano che tragedie di questa portata raramente hanno una causa unica. Spesso sono il risultato di una serie di fattori concatenati: scelte progettuali discutibili, controlli insufficienti, sottovalutazione dei rischi durante eventi affollati.