Perez sgancia una bomba atomica sulla Red Bull: “Essere il compagno di squadra di Verstappen era il lavoro peggiore in Formula 1”
La Formula 1 è stata scossa da una dichiarazione esplosiva di Sergio Perez, che ha rivelato senza mezzi termini quanto sia stato difficile per lui essere il compagno di squadra di Max Verstappen in Red Bull.
Perez, che ha condiviso il box con il campione olandese per diversi anni, ha rilasciato un’intervista che ha fatto rapidamente il giro dei media sportivi, suscitando reazioni contrastanti.
In un commento che ha sorpreso molti, Perez ha affermato che essere accanto a Verstappen era “il lavoro peggiore in Formula 1”, una frase che ha sollevato numerose domande sulla dinamica tra i due piloti e sul futuro della Red Bull.

Le parole di Perez non sono passate inosservate. Fin dal suo arrivo in Red Bull nel 2021, il messicano ha dovuto affrontare le difficoltà di essere il secondo pilota di un team dominato dal talento straordinario di Verstappen.
Nonostante i suoi successi, tra cui la vittoria al Gran Premio di Sakhir nel 2020, Perez ha sempre lottato per ottenere lo stesso trattamento e le stesse opportunità del suo compagno di squadra. Le parole di Perez, quindi, sembrano riflettere anni di frustrazione accumulata nel dover vivere nell’ombra di Verstappen.

Durante l’intervista, Perez ha parlato della pressione psicologica e del difficile equilibrio tra la competizione interna e il rispetto per il team. “Non è stato facile”, ha detto Perez, visibilmente emozionato. “Essere il compagno di squadra di Verstappen è stato il lavoro peggiore che abbia mai fatto in Formula 1.
La pressione era costante e la sensazione di non essere mai abbastanza non mi ha mai lasciato. Non c’era mai il giusto equilibrio tra il lavoro di squadra e la competizione individuale. Ogni volta che cercavo di fare qualcosa di importante, sembrava che la squadra fosse concentrata solo su Max.”

Le dichiarazioni di Perez sono in netto contrasto con la narrativa che spesso ha circondato la Red Bull negli ultimi anni, dove Verstappen è stato lodato come uno dei piloti più talentuosi e completi della storia recente della Formula 1.
Tuttavia, la figura dominante di Verstappen ha anche portato a una situazione di netta disparità all’interno del team, dove il secondo pilota spesso non ha avuto la stessa visibilità o lo stesso trattamento.
Perez ha fatto riferimento a questa disparità, sottolineando come il suo ruolo fosse spesso relegato a “secondo violino” dietro Verstappen, senza possibilità di emergere o competere allo stesso livello.
Il pilota messicano ha continuato a spiegare come la sua carriera in Red Bull fosse segnata da un costante confronto con Verstappen. Nonostante la sua abilità, i suoi successi e i suoi risultati, Perez ha sentito che il team non gli dava lo stesso supporto che invece riceveva Verstappen.
“Quando sei accanto a un talento come Max, è difficile ottenere la stessa attenzione. Il team era sempre focalizzato su di lui, e quando cercavo di dare il massimo, sembrava che non fosse mai abbastanza.
Non è stato mai facile trovare un equilibrio tra il lavorare per la squadra e il cercare di competere con il miglior pilota del mondo”, ha aggiunto Perez.
Le dichiarazioni di Perez non si sono limitate a critiche interne alla Red Bull, ma hanno anche toccato aspetti più personali, rivelando la frustrazione di un pilota che sente di non essere stato valorizzato al suo giusto livello. “A volte mi chiedevo se stessi veramente facendo la differenza.
La sensazione di non essere mai in prima linea, di non essere mai il favorito, è stata una lotta continua. E non era solo la pressione dei risultati, ma anche il modo in cui venivamo trattati all’interno del team.”
Queste parole potrebbero anche spiegare alcune delle difficoltà che Perez ha affrontato in pista, dove ha faticato a mantenere una posizione stabile all’interno della squadra.
Nonostante la sua vittoria al Gran Premio di Monaco nel 2022 e altri risultati solidi, Perez non è mai riuscito a trovare la stessa costanza o a battere Verstappen in modo significativo.
La sua carriera, quindi, è stata segnata dalla sensazione di non essere mai stato in grado di esprimere pienamente il suo potenziale in un team che sembrava riservare la maggior parte delle risorse per Verstappen.
La reazione della Red Bull e di Verstappen non si è fatta attendere. Alcuni membri del team hanno cercato di minimizzare le dichiarazioni di Perez, sostenendo che la Red Bull è sempre stata focalizzata sul lavorare insieme per il bene della squadra.
Verstappen stesso, pur non essendo mai stato esplicitamente accusato da Perez, ha risposto in maniera diplomatica, dicendo che “ognuno ha il suo ruolo, e ogni pilota deve fare del suo meglio per contribuire al successo del team.” Tuttavia, le parole di Perez hanno sollevato il velo su una realtà che molti già sospettavano: la Red Bull è una squadra che ruota principalmente attorno a Verstappen, e chiunque cerchi di competere al suo livello rischia di rimanere nell’ombra.
Il futuro di Perez in Red Bull ora è più incerto che mai. Le sue dichiarazioni hanno attirato l’attenzione di diversi team della Formula 1, con alcune voci che suggeriscono che Perez potrebbe essere alla ricerca di nuove opportunità lontano da Red Bull.
Tuttavia, il suo contratto con la squadra lo lega ancora per qualche tempo, e il futuro del messicano sembra dipendere molto dalle decisioni che la Red Bull prenderà nelle prossime stagioni.
In ogni caso, le parole di Perez hanno messo in luce un aspetto poco discusso della Formula 1: la difficoltà di essere un secondo pilota in un team che ha un leader indiscusso.
La situazione di Perez riflette le sfide che molti piloti hanno affrontato quando sono stati chiamati a correre al fianco di una figura dominante come Verstappen. E sebbene le sue critiche possano sembrare dure, rappresentano anche una realtà che, probabilmente, molti altri piloti di Formula 1 conoscono fin troppo bene.