Scoperta terrificante che scuote l’umanità: gli scienziati aprono la tomba della Vergine Maria… e ciò che hanno trovato al suo interno ha fatto impallidire il VATICANO, ha scatenato il panico più assoluto e ha lasciato il mondo intero paralizzato da un terrore mai immaginato! Un silenzio mortale riempì la stanza mentre il primo ricercatore, con mani tremanti, gridava, rivelando un oggetto impossibile, un oggetto che non dovrebbe esistere… Il Vaticano ha immediatamente transennato la zona, ma una foto trapelata è diventata virale! La verità che la Chiesa aveva nascosto per 2000 anni stava per essere rivelata…

In un evento considerato uno dei più controversi della storia moderna, un team di archeologi ha annunciato la scoperta di una tomba ritenuta appartenere alla Vergine Maria, madre di Gesù Cristo, la pace sia con loro, nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme.

Questa scoperta, attesa da secoli, ha cambiato la situazione e sollevato profondi interrogativi sulla storia religiosa cristiana e sulle narrazioni tradizionali tramandate di generazione in generazione.

Per secoli il luogo della sepoltura di Maria fu un mistero che occupò storici e teologi.

Si credeva che la sua tomba fosse andata perduta nelle nebbie della storia, oppure che – secondo la dottrina cattolica e ortodossa – fosse stata elevata in anima e corpo al cielo in un evento noto come “Assunzione della Vergine” o “Assunzione della Vergine”, per cui non esisteva alcuna tomba terrena contenente le sue spoglie.

Ma moderne tecniche di scavo, precise indagini geofisiche e indagini radar da terra hanno portato i ricercatori a un sito archeologico sotterraneo profondo nella zona della Valle del Kidron, a est della Città Vecchia di Gerusalemme, dove tradizionalmente si trova la “Tomba della Vergine”, conosciuta fin dal IV secolo d.C., ma questa volta con prove materiali tangibili mai scoperte prima.

La storia è iniziata quando i geometri hanno rilevato una cavità anomala sotto l’antica chiesa bizantina conosciuta come “Chiesa della Tomba della Vergine Maria”.

Dopo aver ottenuto i permessi necessari dalle autorità israeliane per le antichità, dal Fondo islamico e dalla Chiesa ortodossa (che amministra il sito da secoli), una squadra internazionale ha iniziato gli scavi in ​​completa segretezza per più di due anni.

Quando gli scienziati aprirono la volta con grande cautela, temendo che l’antica struttura crollasse, incontrarono sorprese del tutto inaspettate.

Invece di una tomba vuota che supportava l’idea di un’ascensione fisica, o che rimane coerente con il racconto tradizionale, sono stati trovati resti scheletrici relativamente completi di una donna e alcuni manufatti che non hanno alcuna relazione con il contesto storico noto della vita di Maria.

Tra i pezzi rinvenuti: vasi in ceramica con iscrizioni e simboli religiosi insoliti nel patrimonio cristiano ufficiale, strumenti rituali simili a quelli utilizzati nelle prime sette giudaico-cristiane (come gli Ebioniti o i Nazareni), piccoli rotoli parzialmente carbonizzati con iscrizioni in aramaico e greco antico e una lucerna con il disegno di un albero della vita circondato da sette stelle.

La cosa più intrigante è stata l’analisi preliminare dei resti scheletrici da parte del Laboratorio forense dell’Università di Tel Aviv, che ha dimostrato che le ossa appartenevano a una donna morta in età relativamente avanzata (intorno ai 65-72 anni), contraddicendo parzialmente le stime storiche tradizionali che collocavano l’età di Maryam solo intorno ai 50-60 anni.

I primi test del DNA (che sono ancora in fase di studio e conferma) hanno anche mostrato che i resti contenevano chiari marcatori genetici provenienti dalla regione della Galilea, nel nord della Palestina, con ulteriori marcatori genetici inaspettati che devono ancora essere spiegati, portando a speculazioni su origini familiari più ampie.

Ciò che ha aggiunto al mistero è stata la scoperta di una misteriosa iscrizione aramaica incisa su una delle pareti interne della tomba, che recita in traduzione letterale: “Maria, la madre di Yeshua, non piangere, perché è asceso”.

Questa iscrizione solleva domande importanti: si riferisce solo a un’ascensione spirituale, o esiste una narrativa antica alternativa su un’“ascensione fisica” che non è stata supportata nei testi ufficiali della Chiesa? Perché il nome “Yeshua” (il nome originale aramaico di Cristo) è stato scritto invece del comune greco “Gesù”?

Queste scoperte hanno scatenato un feroce dibattito scientifico e teologico in tutto il mondo.

Alcuni ricercatori ritengono che questa tomba possa effettivamente essere la vera tomba di Maria, e che la Chiesa abbia oscurato o fatto sparire l’idea dell’esistenza di resti fisici per ragioni dottrinali, soprattutto dopo che la dottrina dell’”Assunzione della Vergine” fu ufficialmente annunciata nel 1950 nella Chiesa cattolica.

Altri studiosi, invece, ritengono che i resti possano appartenere ad un’altra figura femminile sacra del I secolo d.C.

C., forse “María Magdalena”, “María Madre de Santiago”, oppure una delle donne vicine alla Sacra Famiglia, e che il luogo fu oggetto di simbolici “riusi” nel corso dei secoli fino a diventare, nelle tradizioni successive, la tomba della Vergine.

La Chiesa cattolica ha diffuso un primo comunicato in cui invita alla “estrema cautela” e attende i risultati di analisi scientifiche complete prima di emettere qualsiasi parere ufficiale.

Sebbene le Chiese ortodosse orientali abbiano accolto favorevolmente l’idea di una tomba fisica, avendo sempre considerato fino ai giorni nostri la tomba della Vergine nella valle del Cedron come un santuario sacro, esse ritengono che la presenza di reliquie non sia necessariamente in conflitto con la credenza nell’Ascensione.

Ora, un team internazionale multidisciplinare, che comprende archeologi dell’Università di Tel Aviv, esperti del Vaticano, dell’Università della Sorbona di Parigi e dell’Istituto Max Planck tedesco, sta lavorando per analizzare ogni pezzo con estrema precisione.

I test sul carbonio 14, l’imaging a infrarossi 3D, l’analisi del suolo e dei coloranti e l’estrazione del DNA antico vengono eseguiti in laboratori completamente neutrali per garantire la massima obiettività e trasparenza.

Qualunque siano i risultati finali, questa scoperta rimane un punto di svolta storico nello studio del cristianesimo primitivo.

Potrebbe portarci a rileggere testi canonici e apocrifi con occhi nuovi, a riconsiderare come si sono formate le dottrine nel corso dei secoli e forse a rivelare strati nascosti di storia religiosa che non sono mai stati raccontati prima, o che sono stati deliberatamente nascosti per ragioni politiche o teologiche.

Il mondo intero aspetta con il fiato sospeso.

Siamo di fronte alla più grande scoperta archeologica religiosa del 21° secolo? La Chiesa dovrà cambiare alcune delle sue interpretazioni tradizionali? Oppure scopriremo che Maria ha vissuto una vita molto più lunga e complessa di quanto immaginassimo, e che la sua tomba era sempre ai nostri piedi, nella Santa Gerusalemme, in attesa del momento della verità che avrebbe cambiato per sempre la nostra comprensione della storia religiosa?

I prossimi giorni e settimane porteranno dettagli sempre più sorprendenti e scioccanti. Quindi continuate, la storia non è ancora finita… ma forse è appena iniziata.

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