đŸ”„”CHIEDIAMO GIUSTIZIA”, l’allenatore capo di Jannik Sinner ha presentato ricorso ufficiale agli organizzatori dell’Australian Open per rivedere il risultato della partita Sinner vs Spizzirri. Afferma che gli arbitri e il timing della chiusura del tetto sono stati manipolati per favorire Sinner, mostrando un’evidente parzialitĂ  quando il numero 2 del mondo era in preda a crampi gravi. Gli organizzatori dell’Australian Open hanno risposto immediatamente.

Crampi, tetto chiuso e polemiche: la richiesta di “giustizia” dopo Sinner-Spizzirri all’Australian Open 2026

Melbourne, 25 gennaio 2026 – Il terzo turno dell’Australian Open 2026 ha regalato uno dei match più discussi del torneo: Jannik Sinner, numero 2 del mondo e campione in carica, ha superato l’americano Eliot Spizzirri con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 dopo quasi tre ore di battaglia estenuante sotto un caldo opprimente. Ma oltre al tennis di alto livello, il match è finito al centro di una bufera per il timing della chiusura del tetto della Rod Laver Arena, attivata proprio quando Sinner era in evidente difficoltà fisica a causa di crampi severi.

Eliot Spizzirri is competing in the Australian Open main draw for the first time.

Darren Cahill, storico allenatore di Sinner (che ha confermato di continuare la collaborazione almeno fino alla fine del 2026), ha espresso pubblicamente la sua frustrazione in un’intervista post-match e ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso formale agli organizzatori del torneo. “Chiediamo giustizia e trasparenza”, ha dichiarato Cahill. “Il timing della sospensione e della chiusura del tetto non può essere una coincidenza. Quando Jannik era crampato e Spizzirri dominava, il Heat Stress Scale è salito esattamente a 5.0, fermando il gioco per 10 minuti e chiudendo il tetto. Questo ha cambiato completamente la partita”.

Cahill ha sottolineato che, sebbene le regole siano state rispettate, la “parzialità percepita” ha privato Spizzirri di un vantaggio meritato sul campo.

Il match è iniziato con Spizzirri – ex stella del college tennis alla University of Texas, alla sua prima apparizione profonda in un major – che ha sorpreso tutti. L’americano ha giocato un tennis aggressivo, potente dal fondo e preciso a rete, vincendo il primo set 6-4 sfruttando errori non forzati di Sinner (51 in totale nel match). Nel secondo set, Sinner ha iniziato a trovare ritmo, ma il caldo – con temperature oltre i 38-40°C e umidità alta – ha iniziato a farsi sentire.

Photo by Hannah Peters/Getty Images

Nel terzo set, con Spizzirri avanti 3-1 dopo un break, Sinner ha iniziato a zoppicare visibilmente: crampi alle gambe e alle braccia lo hanno costretto a ricevere trattamento medico courtside. Il campione italiano faticava a spingere sui piedi, a servire con potenza e a muoversi lateralmente. Spizzirri, fresco e aggressivo, sembrava destinato a chiudere il set e forse il match.

Proprio in quel momento, il Heat Stress Scale del torneo ha raggiunto il livello 5.0 – soglia che impone la sospensione immediata del gioco sugli outdoor courts e la chiusura del tetto retrattile sulla Rod Laver Arena. Il break di 10 minuti ha permesso a Sinner di ricevere aria condizionata, idratarsi, allungare i muscoli e riprendersi. Al rientro, l’italiano è apparso rigenerato: ha breakkato subito Spizzirri, vinto il terzo set 6-4 e poi controllato il quarto nonostante qualche ricaduta di crampi. Sinner stesso ha ammesso post-match: “Ho avuto fortuna con la regola del caldo.

Hanno chiuso il tetto al momento giusto, ho preso tempo per rilassarmi e ho cambiato approccio sui punti. Senza quello, sarebbe stato molto difficile”.

Spizzirri, dal canto suo, ha reagito con classe ma non ha nascosto la delusione. Intervistato subito dopo, ha detto: “Il timing è stato… divertente, diciamo. Ma le regole sono regole, e le hanno applicate. Io stavo giocando bene, ma il break ha cambiato tutto”. L’americano ha elogiato Sinner per la resilienza, ma sui social e nei forum tennis (come Reddit e Talk Tennis) è esplosa la polemica: “Timing sospetto”, “Bailout per il campione”, “Spizzirri derubato del momentum”. Alcuni fan hanno accusato gli organizzatori di “favoritismo verso i top player”, citando casi simili del passato (come Sinner contro Rune nel 2025).

Il direttore del torneo Craig Tiley ha risposto immediatamente: “Il Heat Stress Scale è un protocollo medico oggettivo, basato su dati scientifici (temperatura, umidità, radiazione solare). Non c’è discrezionalità umana: quando raggiunge 5.0, si ferma tutto per proteggere la salute dei giocatori. Non è stato ‘manipolato’ per nessuno”. Tiley ha ricordato che la sospensione ha riguardato tutti i campi esterni, non solo la Rod Laver, e che la regola esiste proprio per evitare tragedie come quelle viste in altri tornei.

La vicenda ha riaperto il dibattito sulle regole del caldo negli Slam. L’Australian Open ha uno dei protocolli più severi al mondo, con scale da 1 a 5 e misure progressive (break extra, sospensione, chiusura tetto). Critici sostengono che il sistema sia troppo rigido o, al contrario, troppo “opportunistico” quando favorisce un giocatore in crisi. John McEnroe, commentatore per Nine Network, ha scatenato ulteriori polemiche dicendo che “a volte le regole dovrebbero considerare il ranking”, frase che ha fatto infuriare molti fan: “Favoritismo ammesso!”.

Per Sinner, la vittoria – per quanto sofferta – lo proietta agli ottavi contro il connazionale Luciano Darderi. L’italiano ha dimostrato ancora una volta la sua mentalità da campione: da crampato e “finito” a dominatore in pochi minuti. Ma la “fortuna” del tetto chiuso lascerà strascichi: Spizzirri esce a testa alta, con il rispetto del pubblico (che lo ha applaudito calorosamente) e forse con un rimpianto per quel break di 10 minuti che ha cambiato tutto.

In conclusione, questo match non è solo una vittoria per Sinner, ma un capitolo controverso nella storia dell’Australian Open. Mentre il torneo continua sotto il sole cocente di Melbourne, la richiesta di “giustizia” di Cahill e il dibattito sulle regole del caldo terranno banco per giorni. Il tennis, come sempre, mescola sport, dramma e polemiche – e a volte, un tetto chiuso al momento giusto fa la differenza tra l’eliminazione e la leggenda.

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