
Il tennis mondiale è rimasto senza parole quando Lorenzo Musetti ha annunciato il suo ritiro improvviso dall’Australian Open 2026. Una decisione drammatica, maturata nel cuore della notte di Melbourne, che ha trasformato una possibile impresa storica in uno degli episodi più scioccanti dell’Open Era.
Musetti stava giocando probabilmente il miglior tennis della sua carriera contro Novak Djokovic. Due set vinti con autorità, ritmo altissimo, colpi puliti e una lucidità tattica che aveva messo in enorme difficoltà il campione serbo, visibilmente frustrato e lontano dal suo standard abituale.
Il pubblico della Rod Laver Arena aveva iniziato a percepire l’aria dell’impresa. Djokovic commetteva errori insoliti, faticava negli scambi lunghi e mostrava segnali di nervosismo. Musetti, invece, sembrava in totale controllo, con il match saldamente nelle sue mani e la semifinale sempre più vicina.
Poi, all’improvviso, qualcosa si è spezzato. Nel secondo set, Musetti ha iniziato a muoversi con maggiore cautela. Un dolore alla gamba, inizialmente sopportabile, è diventato progressivamente più intenso, fino a trasformarsi in un limite insormontabile per un atleta di alto livello.
Seduto in panchina, durante il cambio di campo, il volto di Musetti raccontava già tutto. Le parole pronunciate poco dopo hanno gelato tifosi e addetti ai lavori: non c’era alcuna possibilità di continuare. Il dolore era troppo forte, il rischio di peggiorare l’infortunio troppo alto.
“Non ho parole per descrivere ciò che provo”, ha confessato Musetti con la voce spezzata. “Non avrei mai immaginato di essere avanti due set contro Novak, giocare così bene e poi dovermi ritirare. È lo shock più grande della mia carriera.” Una dichiarazione che ha colpito nel profondo il mondo del tennis.

Dal punto di vista statistico, l’episodio è entrato immediatamente nella storia. Musetti è diventato il primo giocatore dell’Open Era a ritirarsi in un match di Grand Slam dopo aver vinto i primi due set. Un primato amaro, che nessun atleta vorrebbe mai detenere.
Per Novak Djokovic, il colpo di scena è stato quasi irreale. In evidente difficoltà, il serbo ha ricevuto un pass diretto in semifinale senza dover completare il match. “Avevo persino pensato di tornare a casa”, ha ammesso Nole, sottolineando quanto fosse complicata la situazione prima del ritiro.
Le parole di Djokovic dopo l’incontro hanno sorpreso molti. “Musetti oggi era nettamente il giocatore migliore. Meritava lui di vincere”, ha dichiarato con grande onestà. Un riconoscimento importante, ma che non può cancellare l’amarezza di una vittoria ottenuta senza combattere.
La vicenda ha immediatamente riacceso un ricordo doloroso nella carriera di Musetti. Non è la prima volta che l’italiano vive un incubo simile contro Djokovic in un Grande Slam. Il precedente del Roland Garros 2021 è tornato prepotentemente alla mente dei tifosi.
In quella semifinale parigina, Musetti era avanti due set a zero prima di crollare fisicamente nel quinto set, costretto al ritiro per sfinimento. Due match diversi, ma con un copione crudele e inquietantemente simile, che ha alimentato discussioni su una presunta “maledizione”.
Sui social media, i fan del tennis hanno iniziato a interrogarsi su questo strano destino. Possibile che Musetti sia perseguitato dalla sfortuna proprio quando affronta Djokovic nei momenti più importanti? La coincidenza ha acceso dibattiti, analisi e persino teorie superstiziose.

Dal punto di vista tecnico, la prestazione di Musetti resta comunque straordinaria. Contro uno dei più grandi di sempre, l’italiano aveva imposto il suo gioco, variando ritmo, utilizzando il rovescio a una mano con efficacia e dimostrando una maturità tattica impressionante.
Gli esperti sottolineano come questo match rappresenti comunque un punto di svolta. Anche se il risultato finale non lo premia, Musetti ha dimostrato di poter dominare Djokovic in un contesto Slam, un segnale fortissimo per il suo futuro ai massimi livelli.
Resta però l’incognita fisica. L’infortunio alla gamba dovrà essere valutato attentamente nei prossimi giorni. L’obiettivo principale ora è il recupero completo, evitando ricadute che potrebbero compromettere il prosieguo della stagione e la crescita di un talento fondamentale per il tennis italiano.
L’Australian Open 2026 perde così uno dei suoi protagonisti più affascinanti. Il torneo continua, ma l’ombra di ciò che sarebbe potuto essere aleggia ancora sui campi di Melbourne, lasciando un senso di vuoto tra gli spettatori e gli appassionati.
Per Musetti, il dolore non è solo fisico. La consapevolezza di aver avuto la vittoria in mano e di averla persa senza poter lottare fino in fondo è una ferita profonda, destinata a lasciare un segno nella sua carriera e nella sua memoria sportiva.
Eppure, nella tragedia sportiva, emerge anche una verità potente. Lorenzo Musetti non è più una promessa: è una realtà capace di mettere alle corde Novak Djokovic in un Grande Slam. Quando tornerà, questa esperienza potrebbe trasformarsi in una forza decisiva.
Il tennis, crudele e imprevedibile, ha mostrato ancora una volta il suo volto più duro. Ma se esiste una lezione in questa notte australiana, è che il nome di Lorenzo Musetti è ormai inciso tra quelli destinati a segnare il futuro di questo sport.