Federico Rampini, noto giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti, ha recentemente acceso i riflettori su Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, con accuse pesanti che hanno scatenato un vero terremoto politico. Secondo Rampini, dietro le apparenze progressiste della leader pd si nasconde un piano segreto orchestrato dalla sinistra italiana, ispirato alle derive più radicali della sinistra americana. Questo progetto mirerebbe a trasformare profondamente la società italiana, imponendo un’agenda che privilegia minoranze, immigrazione incontrollata e ideologie woke a scapito della classe media e dei valori tradizionali.

Il giornalista, con la sua esperienza quarantennale negli Usa, paragona spesso Schlein a figure come Alexandria Ocasio-Cortez, definendola una sorta di “copia italiana” di quella corrente radicale. Rampini sostiene che il pd sotto Schlein abbia abbandonato i lavoratori tradizionali per inseguire battaglie identitarie, dimenticando i “penultimi” della società, quei ceti popolari che un tempo costituivano la base elettorale della sinistra storica.

Uno degli aspetti più contestati da Rampini è la politica sull’immigrazione. Secondo lui, la sinistra di Schlein promuove un multiculturalismo estremo, dove gli immigrati non devono integrarsi ma conservare intatti i propri valori, considerati addirittura superiori a quelli occidentali. Questo approccio, importato dalla California o da New York, avrebbe già prodotto caos nelle grandi città americane, con aumento della criminalità, disordine urbano e crisi economica.

Rampini denuncia che città come San Francisco, Los Angeles e Chicago, governate da democratici radicali, rappresentano un monito per l’Italia. Queste metropoli, un tempo simbolo di progresso, oggi soffrono degrado, homelessness diffusa e insicurezza, proprio per le politiche di frontiere aperte e spesa pubblica indiscriminata che Schlein sembrerebbe voler replicare qui da noi.
Un altro punto cruciale sollevato dal giornalista riguarda l’economia. La proposta della settimana corta avanzata da Schlein viene bollata da Rampini come un disastro annunciato. Si tratta, a suo avviso, di un’idea pauperistica che presuppone scarsità di risorse invece di puntare sulla crescita e sul lavoro per tutti. Negli Stati Uniti simili esperimenti hanno fallito, riducendo produttività e competitività.
Rampini accusa la sinistra di Schlein di ipocrisia: mentre predica uguaglianza e diritti, ignora le esigenze delle classi medie schiacciate da tasse elevate e inflazione. Il piano segreto consisterebbe proprio in questo: ridistribuire ricchezza non creando valore, ma attraverso interventi statali massicci che alla fine impoveriscono tutti tranne le élite progressiste.
Il giornalista sottolinea come questa deriva abbia già diviso la sinistra americana, creando un solco tra élite costiere e working class del Midwest. In Italia, secondo Rampini, il pd rischia lo stesso errore: concentrarsi su diritti Lgbtq+, gender fluid e ambientalismo estremo, perdendo contatto con operai, artigiani e piccoli imprenditori che si sentono traditi.
Un elemento ricorrente nelle analisi di Rampini è il “woke virus”. Egli descrive come questa ideologia, dominante nei media, università e big tech americani, stia colonizzando anche l’Europa. Schlein, educata politicamente in ambienti internazionali, ne sarebbe portatrice entusiasta, spingendo per quote, linguaggio inclusivo e cancell culture che soffocano il dibattito libero.
Rampini avverte che tale agenda porterebbe a una società frammentata in tribù identitarie, dove ognuno difende il proprio gruppo senza più un collante nazionale. L’Italia, con la sua storia di integrazione lenta ma efficace degli immigrati passati, rischierebbe di perdere la propria coesione culturale e sociale.
Il giornalista non risparmia critiche sulla politica estera. Schlein e il pd vengono accusati di atlantismo tiepido e europeismo acritico, incapaci di difendere interessi nazionali di fronte a sfide come la guerra in Ucraina o la competizione con la Cina. Rampini contrappone questa debolezza alla fermezza di leader come Giorgia Meloni, più pragmatica nei rapporti con Trump e l’America.
Un altro aspetto del “piano segreto” riguarderebbe il controllo culturale. Rampini parla di una sinistra che domina Hollywood, media mainstream e accademia, imponendo narrazioni uniche su clima, genere e razza. In Italia, questo si tradurrebbe in pressioni su scuole, televisione pubblica e editoria per allinearsi all’ideologia dominante, marginalizzando voci dissenzienti.
Rampini cita esempi concreti: la gestione fallimentare di città americane progressiste dimostra che belle intenzioni non bastano. A New York, politiche di defund the police hanno aumentato la criminalità; a San Francisco, tolleranza verso droghe leggere ha creato zone di non diritto. Schlein, imitando questi modelli, rischierebbe di portare l’Italia sullo stesso baratro.
Il giornalista accusa la segretaria pd di plagio ideologico. Le sue posizioni su lavoro, ambiente e diritti civili riecheggiano slogan americani senza adattarli alla realtà europea. Questo copia-incolla renderebbe il pd estraneo alle esigenze concrete degli italiani, sempre più distanti da Roma e Bruxelles.
Rampini insiste sul pericolo per la democrazia. Quando una parte politica monopolizza il “politicamente corretto”, il dibattito si impoverisce e cresce il populismo opposto. La sinistra di Schlein, anziché contrastare le destre con proposte solide, le alimenta con eccessi ideologici che spaventano l’elettorato moderato.
Un punto dolente è la questione demografica. Rampini nota come la sinistra ignori la denatalità italiana, preferendo puntare sull’immigrazione come soluzione unica. Invece di incentivi alle famiglie native, si privilegia un modello che altera equilibri etnici e culturali, con rischi di tensioni sociali crescenti.
Il giornalista conclude le sue analisi prevedendo un crollo. Se il pd continuerà su questa strada, perderà definitivamente consenso tra i ceti popolari, consegnando il Paese a governi di centrodestra stabili e duraturi. Schlein, secondo lui, rappresenta l’ultimo stadio di una sinistra che ha smarrito la bussola.
Rampini invita a guardare oltre l’Atlantico per capire il futuro. Gli Stati Uniti, laboratorio politico globale, mostrano già i fallimenti di queste ricette radicali. L’Italia ha ancora tempo per evitarli, ma solo se la politica tornerà a parlare ai bisogni reali della gente comune.
In sintesi, le rivelazioni di Rampini dipingono un quadro allarmante: un piano segreto per ridefinire l’Italia in chiave progressista estrema, a costo di sacrificare identità, economia e sicurezza. Che sia verità o amplificazione polemica, il dibattito è acceso e divide profondamente l’opinione pubblica italiana.