Il mondo dello sport italiano è rimasto in silenzio per qualche secondo, come trattenendo il respiro. Poi sono arrivate le parole di Roberto Baggio. Non un post qualsiasi, non una frase di circostanza, ma un intervento raro, diretto, profondamente umano. Il “Divin Codino”, che da anni parla poco e sceglie con cura ogni uscita pubblica, ha deciso di esporsi per difendere Jannik Sinner dopo una sconfitta dolorosa e una valanga di critiche feroci.
Tutto è iniziato poche ore dopo il match perso da Sinner. I social si erano trasformati in un tribunale improvvisato: accuse di fragilità mentale, commenti sul suo carattere, perfino attacchi personali che nulla avevano a che vedere con il tennis. Secondo una fonte vicina alla famiglia Sinner, Jannik aveva spento il telefono per non leggere altro. “Era stanco, più emotivamente che fisicamente”, ha confidato un membro del suo team.
È in quel clima che Roberto Baggio ha rotto il silenzio. Le sue parole, condivise inizialmente in un messaggio privato e poi rese pubbliche con il consenso dell’atleta, sono state semplici ma taglienti: “Chi mette in dubbio il cuore e il talento di questo ragazzo, non sa cosa significa amare lo sport”. Una frase che ha attraversato in poche ore tutto il panorama mediatico italiano.

Un amico storico di Baggio ha raccontato che Roberto aveva seguito la partita in silenzio, seduto sul divano di casa. Alla fine non ha cambiato canale. È rimasto lì, a guardare le immagini di Sinner che salutava il pubblico con lo sguardo basso. “Mi ha detto: ‘In quello sguardo ci sono anni di sacrifici. Non posso far finta di niente’”, ha rivelato la stessa fonte.
Dietro le quinte, Baggio avrebbe chiamato direttamente una persona dello staff di Sinner. Non Jannik, almeno non subito. Voleva capire come stesse davvero. La risposta è stata sincera: il ragazzo era provato, deluso da sé stesso, ma determinato a ripartire. A quel punto Roberto ha chiesto di potergli mandare un messaggio personale. Non un discorso motivazionale costruito, ma parole di pancia.
“Le parole hanno peso. Ricordatelo prima di ferire qualcuno.” Questo è il passaggio che più ha colpito il pubblico. Ma chi era presente racconta che il messaggio completo era ancora più forte. Baggio avrebbe scritto: “Le sconfitte fanno parte del viaggio. I veri campioni non sono quelli che non cadono mai, ma quelli che trovano il coraggio di rialzarsi davanti a tutti”.
Quando Sinner ha letto quelle righe, era in una stanza d’albergo con il suo preparatore atletico. Secondo una persona presente, Jannik ha abbassato lo sguardo, ha respirato a fondo e gli si sono riempiti gli occhi di lacrime. Non ha detto nulla per qualche secondo. Poi ha solo sussurrato: “Questo significa molto per me”. Una reazione spontanea, lontana dalle telecamere.

La cosa più sorprendente è che quella commozione è arrivata anche a Baggio. Quando gli hanno riferito della risposta di Sinner, Roberto si sarebbe fermato, in silenzio, con la voce spezzata. Più tardi ha ammesso a un amico: “Sono orgoglioso di come sta affrontando tutto questo. Mi rivedo un po’ in lui”. Un parallelo pesante, considerando quanto Baggio abbia sofferto sotto il peso delle aspettative.
C’è anche un dettaglio rimasto finora nascosto. Baggio avrebbe proposto un incontro privato con Sinner, lontano da stampa e sponsor. Una chiacchierata semplice, magari davanti a un caffè. Non per parlare di tecnica, ma di pressione, solitudine e resilienza. “A certi livelli sei circondato da persone, ma dentro ti senti spesso solo”, avrebbe detto Roberto a chi gli è vicino.
Nel frattempo, la presa di posizione del campione azzurro ha cambiato il tono del dibattito. Molti ex atleti sono intervenuti in difesa di Sinner, ricordando quanto sia crudele l’esposizione mediatica moderna. Un ex tennista italiano ha dichiarato in privato: “Se Baggio parla, la gente ascolta. Ha aperto una porta che andava aperta da tempo”.
Anche nello spogliatoio del tennis internazionale la vicenda non è passata inosservata. Un giocatore top ten, che ha chiesto l’anonimato, ha detto: “Quello che ha fatto Baggio è raro. Di solito le leggende restano in disparte. Lui invece ha protetto un ragazzo. Questo crea rispetto”. Parole che mostrano quanto l’eco dell’intervento sia arrivata lontano.

Dal canto suo, Sinner ha continuato ad allenarsi come sempre. Nessun post teatrale, nessuna risposta diretta agli haters. Solo lavoro. Ma chi lo vede ogni giorno nota qualcosa di diverso: uno sguardo più centrato, una calma nuova. “È come se quelle parole gli avessero tolto un peso dal petto”, ha spiegato un membro del suo staff tecnico.
Il segreto di questa storia non sta solo nella frase di Baggio o nelle lacrime di Sinner. Sta nel legame silenzioso tra generazioni di campioni, in quella solidarietà che nasce solo tra chi conosce davvero il prezzo della gloria. Baggio lo sa bene. Sinner lo sta imparando ora. E forse è proprio questo che ha fatto fermare, per un attimo, l’intero mondo dello sport.
Alla fine, non è stata una vittoria in campo a commuovere tutti, ma un gesto di umanità. Una frase, una lacrima, un orgoglio sussurrato. In un’epoca di giudizi rapidi e parole taglienti, Roberto Baggio ha ricordato a tutti che dietro ogni atleta c’è una persona. E Jannik Sinner, con il suo silenzio e la sua dignità, ha risposto nel modo più forte possibile.