L’impensabile sta accadendo proprio sotto i nostri occhi e Parigi non può più nasconderlo. La Francia, da sempre scettica verso la politica italiana, è stata travolta da una “Meloni Mania” senza precedenti, mentre il potere di Emmanuel Macron sembra sgretolarsi come un castello di sabbia. Com’è possibile che la nazione più orgogliosa d’Europa stia indicando una leader italiana come modello da seguire? I dati economici parlano chiaro e mettono all’angolo le vecchie élite: l’Italia non chiede più permesso, ora detta le regole. Scoprite i retroscena scioccanti di questo ribaltamento di potere che sta lasciando l’Europa senza fiato.
Leggete l’articolo completo per capire chi comanda davvero oggi. Meloni Mania in Francia: Il Tramonto di Macron e l’Inaspettata Egemone Italiana che Conquista l’Europa

In un’epoca di rapidi cambiamenti politici, stiamo assistendo a un fenomeno che solo pochi anni fa sarebbe apparso come pura fantascienza: la Francia, storicamente custode dell’orgoglio repubblicano e spesso critica verso i vicini d’oltralpe, sta guardando all’Italia con un misto di ammirazione e stupore. La figura di Giorgia Meloni è diventata il centro di una narrazione nuova, una sorta di “Meloni Mania” che attraversa i salotti parigini e le pagine dei quotidiani più autorevoli, mentre la stella di Emmanuel Macron appare sempre più pallida e vicina al tramonto.
Il ribaltamento della narrazione: da “Malato d’Europa” a Modello
Per decenni, l’Italia è stata descritta dalla stampa internazionale, e in particolare da quella francese, come l’anello debole del continente. I tempi in cui i leader italiani venivano ridicolizzati o guardati con sufficienza dalle élite europee sembrano ormai un ricordo sbiadito. Oggi, il prestigioso quotidiano Le Figaro non usa mezzi termini nel definire Giorgia Meloni come la “figura forte dell’Europa”.
Non si tratta solo di una questione di immagine, ma di solidità strutturale. L’Italia del 2024 si è presentata come l’unica grande economia del G7 a registrare un avanzo primario, con esportazioni extra-UE che hanno toccato la cifra record di 305 miliardi di euro. Il “Made in Italy” ha smesso di essere solo un brand estetico per diventare un certificato di resilienza economica. Questi risultati tangibili hanno scosso le certezze francesi, trasformando lo scetticismo in un’attenzione quasi ossessiva verso il “modello italiano”.
Il declino di Macron e l’ombra della Quinta Repubblica

Mentre Roma consolida la sua posizione, Parigi sembra sprofondare in una crisi di identità senza precedenti. Emmanuel Macron, un tempo celebrato come il “golden boy” del progressismo europeo, è oggi descritto da molti analisti come uno dei peggiori presidenti della Quinta Repubblica. Le sue riforme interne, in particolare quella delle pensioni, hanno scatenato proteste feroci e un senso di distacco profondo tra il palazzo e la piazza.
L’instabilità politica francese evoca spettri del passato, richiamando alla mente la fragilità della Quarta Repubblica. In questo vuoto di leadership e di visione, gli elettori francesi iniziano a desiderare una figura che esprima fermezza e pragmatismo, caratteristiche che molti oggi rivedono proprio nella leadership di Giorgia Meloni. Un recente sondaggio d’oltralpe ha rivelato un dato clamoroso: una parte significativa dell’elettorato francese vorrebbe una guida con lo stesso carisma e la stessa determinazione della Premier italiana.
L’influenza internazionale e il pragmatismo del Piano Mattei
La forza di Giorgia Meloni non si ferma ai confini europei. La sua capacità di tessere relazioni strategiche, inclusa quella con figure chiave come Donald Trump, e il suo crescente peso nelle dinamiche del Mediterraneo hanno attirato l’attenzione globale. Il Piano Mattei per l’Africa, inizialmente accolto con prudenza, viene ora riconosciuto come un esempio di pragmatismo geopolitico capace di offrire una visione alternativa e solida nelle relazioni con il continente africano.
Mentre gli altri leader europei subiscono batoste elettorali e vedono crollare i propri consensi, Meloni sembra resistere alle intemperie della politica moderna. Questa capacità di tenuta, unita a decisioni spesso impopolari ma portate avanti con coerenza, ha creato un paradosso: mentre in Italia una parte dell’opposizione fatica a elaborare una critica che non sia solo ideologica, all’estero l’Italia viene guardata con un rispetto che non si vedeva da generazioni.
Un nuovo asse del potere europeo?
Siamo di fronte a uno spostamento dell’asse del potere europeo? Se per anni il motore dell’Unione è stato il duo franco-tedesco, oggi l’Italia non chiede più il permesso per sedersi al tavolo dei grandi. Parla da pari a pari, forte di una stabilità politica che Francia e Germania, al momento, sembrano aver smarrito tra crisi di governo e incertezze economiche.
Il vento del cambiamento soffia da Sud, e questa nuova egemonia italiana non è fatta di slogan, ma di una presenza diplomatica e industriale sempre più incisiva. Resta da vedere se questa traiettoria saprà mantenersi costante nel tempo, ma una cosa è certa: la Francia non sta più ridendo dell’Italia. Al contrario, ha iniziato a studiarla, a temerla e, in molti casi, a volerla emulare. La partita per il futuro dell’Europa è appena iniziata, e l’Italia ne è diventata, quasi inaspettatamente, la protagonista assoluta.