Doha, Qatar – 26 febbraio 2026. Il Qatar ExxonMobil Open, uno dei tornei ATP 500 più prestigiosi dell’inizio stagione, ha vissuto oggi uno dei momenti più intensi e discussi non tanto per il punteggio sul campo, quanto per un scambio di messaggi che ha travalicato i confini del tennis, arrivando dritto al cuore dell’Italia e del mondo sportivo internazionale.

Al centro della scena, come sempre in questi mesi, c’è Jannik Sinner, il numero 1 del ranking ATP (o numero 2 a seconda delle ultime classifiche post-Doha), reduce da una sconfitta inattesa nei quarti di finale contro il giovane ceco Jakub Mensik. Ma è stato ciò che è accaduto subito dopo, lontano dalle telecamere principali ma amplificato dai social e dalle testimonianze oculari, a trasformare una semplice eliminazione in un evento mediatico nazionale.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, figura amatissima e simbolo di unità per milioni di italiani, ha scelto proprio il momento della delusione di Sinner per inviare un messaggio personale al campione altoatesino. Il testo, diffuso inizialmente tramite i canali ufficiali del Quirinale e poi ripreso da tutti i media italiani, è stato breve ma potentissimo: sole 15 parole cariche di affetto, orgoglio e un velo di preoccupazione paterna. “Jannik, l’Italia è con te anche nelle sconfitte. La tua forza è la nostra.
Non mollare mai, sei il nostro orgoglio.” Parole che, lette alla luce del contesto – la recente eliminazione prematura dopo una stagione 2025 da record e un 2026 iniziato con qualche inciampo – hanno colpito dritto al cuore del Paese. Molti hanno interpretato il messaggio come un incoraggiamento diretto, quasi un abbraccio istituzionale in un momento di vulnerabilità per il tennista che più di ogni altro rappresenta l’Italia moderna, vincente e umile.

Ma il vero shock è arrivato dalla risposta di Sinner. Il giovane campione, intervistato a caldo da un giornalista italiano presente a bordo campo mentre si dirigeva verso gli spogliatoi, ha ascoltato il messaggio del Presidente (trasmesso in diretta su un telefono da un membro dello staff) e ha risposto con sole tre parole, pronunciate con uno sguardo fermo e una voce bassa ma decisa: “Grazie, Presidente. Resisto.” Tre sillabe che hanno infiammato l’atmosfera non solo a Doha, ma in tutta Italia.
In pochi minuti, il video amatoriale della risposta ha iniziato a circolare su Instagram, TikTok e X, raggiungendo milioni di visualizzazioni. L’hashtag #SinnerMattarella ha scalato le tendenze in tempo reale, con commenti che andavano dall’ammirazione (“Che classe, che italiano!”) alla speculazione più accesa (“Resisto? A cosa? C’è qualcosa che non sappiamo?”).
Quelle tre parole – “Grazie, Presidente. Resisto.” – non sono state un semplice ringraziamento di circostanza. Hanno racchiuso strati di significato che hanno scatenato un’ondata di interpretazioni. Per i fan più fedeli, “Resisto” è il manifesto di una generazione che non si arrende: resiste alle pressioni del circuito, alle aspettative schiaccianti, agli infortuni, alle critiche dopo ogni sconfitta.
Per altri, è un riferimento velato alla stanchezza accumulata dopo due anni di dominio assoluto, alla gestione del ranking, alle voci su possibili problemi fisici tenuti nascosti o alla necessità di proteggere il proprio spazio personale in un mondo che lo vuole sempre sotto i riflettori. Alcuni commentatori hanno persino letto in quelle parole un’eco della recente polemica sul “no” al Quirinale dopo l’Australian Open 2025, quando Sinner declinò l’invito per riposare, scatenando dibattiti su rispetto delle istituzioni e priorità personali.

Il contesto della giornata ha amplificato l’impatto emotivo. Sinner aveva perso contro Mensik in tre set tiratissimi (7-6, 2-6, 6-3), una partita in cui il numero 1 aveva mostrato lampi del suo tennis devastante ma anche segni di stanchezza: errori gratuiti nei momenti chiave, qualche pausa più lunga del solito tra i game. Dopo il match, l’intervista post-partita era stata già commovente, con Sinner che aveva difeso pubblicamente il suo team e in particolare Darren Cahill. Ma è stato il messaggio di Mattarella a cambiare tutto.
Il Presidente, noto per la sua sobrietà e per interventi misurati, ha scelto un momento di fragilità per ribadire il sostegno incondizionato: un gesto che molti hanno visto come un modo per spegnere sul nascere eventuali critiche interne al Paese verso il campione.
La risposta di Sinner ha poi acceso il dibattito. Giornalisti e opinionisti si sono divisi: c’è chi ha lodato la brevità come segno di autenticità (“Non serve aggiungere altro quando le parole pesano”), chi ha ipotizzato un sottotesto politico (“Resisto alle pressioni del sistema?”), e chi ha semplicemente celebrato il legame tra il Presidente e il tennista come simbolo di un’Italia unita oltre le divisioni. Sui social, i meme si sono moltiplicati: foto di Sinner con la bandiera italiana, overlay con le tre parole in caratteri cubitali, video editati con musiche epiche.
Persino colleghi del circuito hanno reagito: Carlos Alcaraz ha postato un cuore tricolore con la caption “Forza Jannik”, mentre Novak Djokovic ha condiviso una storia con un semplice “Respect”.
Nel frattempo, a Roma, il Quirinale non ha commentato ulteriormente, ma fonti vicine alla Presidenza hanno fatto trapelare soddisfazione per lo scambio: “Il Presidente apprezza la sincerità e la determinazione di Jannik. È un orgoglio nazionale.” Per Sinner, reduce da una settimana intensa a Doha (vittorie convincenti nei primi turni seguite dall’uscita ai quarti), questo episodio potrebbe segnare un turning point psicologico. Il calendario lo attende ora a Indian Wells, dove cercherà di ritrovare il feeling con il cemento e con se stesso.
Ma quelle tre parole – “Resisto.” – riecheggeranno a lungo: un grido di resilienza, un ringraziamento profondo, un messaggio cifrato che ha unito un campione e il suo Paese in un momento di transizione.
L’atmosfera a Doha, già elettrica per il tennis di alto livello, si è caricata di un’emozione diversa: non solo sport, ma identità nazionale, orgoglio, vulnerabilità. In sole 18 parole totali (15 del Presidente + 3 di Sinner), si è condensato un racconto che va oltre il campo: quello di un’Italia che crede nei suoi eroi, e di un eroe che, pur stanco, sceglie di resistere. Il mondo del tennis guarda, l’Italia applaude, e le speculazioni continuano. Perché, come ha dimostrato Sinner, a volte le parole più brevi sono quelle che pesano di più.