Adriano Panatta e sua moglie dedicano le loro pensioni a gestire un orfanotrofio, offrendo amore, istruzione e svago a oltre 50 bambini bisognosi. Organizzano tornei di tennis per raccogliere fondi, promuovere la solidarietà e motivare gli altri. Nonostante l’età, Adriano ogni mattina racconta storie ai bambini, insegnando loro che “il vero trionfo è aiutare chi ha bisogno”.

A 75 anni compiuti, Adriano Panatta, la leggenda del tennis italiano che nel 1976 conquistò Roland Garros diventando il primo uomo azzurro a vincere un Grande Slam nell’era Open, ha scelto una seconda vita fatta di generosità silenziosa e impegno quotidiano. Insieme alla moglie Anna Bonamigo, l’avvocato trevigiano che ha sposato nel 2020, l’ex campione ha deciso di destinare interamente le loro pensioni alla gestione di un piccolo orfanotrofio che oggi accoglie e sostiene più di 50 bambini in condizioni di grave disagio.

La storia è emersa con forza nelle ultime settimane attraverso interviste e testimonianze dirette, commuovendo il mondo dello sport e non solo. Panatta, nato a Roma il 9 luglio 1950, figlio del custode del Tennis Club Parioli, ha sempre avuto un rapporto speciale con il tennis. Dopo una carriera luminosa – culminata con la vittoria al Roland Garros contro Guillermo Vilas e il trionfo in Davis Cup con la squadra italiana – ha vissuto anni da commentatore televisivo, imprenditore e appassionato di golf. Ma negli ultimi anni, accanto ad Anna, ha imboccato una strada diversa, più intima e profonda.

«Abbiamo deciso di non tenere nulla per noi», ha raccontato la coppia in un incontro privato con alcuni giornalisti. «Le nostre pensioni bastano a coprire le spese principali dell’orfanotrofio: cibo, istruzione, vestiti, cure mediche e un po’ di svago. Non è molto, ma è tutto ciò che abbiamo». L’orfanotrofio, situato in una zona tranquilla del Nord Italia, non è una grande struttura istituzionale. È una casa accogliente, quasi familiare, dove i bambini – provenienti da situazioni di abbandono, povertà estrema o difficoltà familiari – trovano non solo un tetto, ma soprattutto affetto, routine scolastica e momenti di gioco.

Ogni mattina, nonostante l’età e qualche acciacco tipico di chi ha giocato a tennis ad altissimi livelli per oltre vent’anni, Adriano si alza presto. Si siede in cerchio con i bambini, molti dei quali non hanno mai visto un campo da tennis dal vivo, e racconta storie. Non sono fiabe qualunque: parla delle sue partite più dure, dei momenti in cui sembrava impossibile vincere, delle sconfitte che hanno forgiato il suo carattere. Ma il messaggio finale è sempre lo stesso, pronunciato con voce calda e ferma: «Il vero trionfo non è alzare una coppa davanti a migliaia di persone.

Il vero trionfo è aiutare chi ha bisogno».

Anna Bonamigo, donna energica e concreta, gestisce l’aspetto organizzativo con precisione da avvocato. Si occupa dei rapporti con le istituzioni, delle donazioni alimentari e della programmazione educativa. «Adriano porta la gioia e il sogno», dice lei con un sorriso, «io mi assicuro che tutto funzioni. Insieme formiamo una squadra perfetta».

Per raccogliere fondi aggiuntivi e sensibilizzare l’opinione pubblica, la coppia organizza regolarmente piccoli tornei di tennis amatoriali e charity event. Non si tratta di manifestazioni faraoniche, ma di appuntamenti genuini dove ex colleghi di Panatta, appassionati del circolo locale e semplici cittadini si ritrovano per giocare, divertirsi e contribuire. I proventi vanno interamente all’orfanotrofio: per comprare libri scolastici, organizzare gite al mare, acquistare materiali sportivi o finanziare corsi di inglese e informatica.

«Il tennis mi ha dato tanto», spiega Adriano. «Mi ha permesso di viaggiare, di conoscere il mondo, di vivere emozioni uniche. Ora voglio restituire qualcosa di concreto. Questi bambini non hanno scelto la loro situazione. Noi possiamo scegliere di aiutarli».

La notizia ha suscitato grande ammirazione in Italia, soprattutto nel mondo del tennis. Jannik Sinner, attuale numero uno del tennis mondiale, ha commentato pubblicamente: «Adriano è un esempio. Vincere uno Slam è difficile, ma dedicare la propria vita agli altri è ancora più grande». Anche Matteo Berrettini e altri azzurri hanno espresso sostegno, alcuni partecipando ai tornei benefici.

Non è la prima volta che Panatta si impegna nel sociale. Già negli anni passati aveva promosso iniziative di raccolta fondi attraverso il suo nome. Ma questa scelta radicale – destinare l’intera pensione – rappresenta un passo ulteriore, quasi una testimonianza di vita. A un’età in cui molti pensano al riposo, Adriano e Anna hanno scelto l’impegno quotidiano.

I bambini dell’orfanotrofio, tra i 6 e i 14 anni, chiamano Adriano “nonno Adriano” e Anna “zia Anna”. Per loro non è solo un benefattore famoso: è una presenza costante, un punto di riferimento. Molti hanno iniziato a giocare a tennis su un campetto improvvisato nel giardino della struttura. Qualcuno sogna già di diventare campione, ma Adriano ripete sempre: «Prima di tutto dovete diventare brave persone. Il resto viene da sé».

La storia di questa coppia ha toccato corde profonde nell’opinione pubblica italiana, un Paese che spesso guarda con scetticismo alle celebrità, ma che sa riconoscere l’autenticità quando la incontra. In un’epoca dominata da ego e apparenza, Adriano Panatta dimostra che il successo sportivo può trasformarsi in una piattaforma per il bene comune.

«A volte mi chiedono se mi manca la gloria dei campi», confessa il campione romano. «La risposta è no. La gloria passa. Quello che resta è il sorriso di un bambino che ha mangiato un pasto caldo, che ha imparato a leggere meglio, che ha riso giocando a pallone. Quello è il trofeo che non si arrugginisce mai».

L’orfanotrofio continua a crescere grazie al passaparola e alle donazioni spontanee che arrivano dopo ogni intervista. La coppia non chiede visibilità, ma accetta volentieri l’attenzione se serve a portare risorse e attenzione al progetto.

Mentre l’Italia celebra i nuovi eroi del tennis come Sinner, Panatta ricorda a tutti che il tennis non è solo sport: può essere anche scuola di vita, di resilienza e di solidarietà. E che il vero match più importante si gioca fuori dal campo, ogni giorno, con gesti concreti di amore.

A 75 anni, Adriano Panatta non corre più dietro a una pallina gialla sotto i riflettori di Parigi o Wimbledon. Corre, con passo più lento ma altrettanto determinato, dietro al futuro di oltre 50 bambini che, grazie a lui e a sua moglie, hanno finalmente la possibilità di sognare.

E ogni mattina, con una storia nuova da raccontare, continua a insegnare la lezione più importante della sua lunga vita: il vero trionfo è aiutare chi ha bisogno.

Related Posts

✨✨ Nobody expected it, but Jannik Sinner’s spontaneous gesture after the match left the Monte-Carlo Masters crowd speechless.

Nobody expected it, but Jannik Sinner’s spontaneous post-match moment left the entire Monte-Carlo Masters crowd in absolute amazement. Monte Carlo, April 8, 2026 – On a day when Jannik Sinner…

Read more

A 7-year-old boy battling a malignant brain tumor revealed his last wish: to speak to his hero, Elena Rybakina. But what Elena Rybakina did was more than just a simple phone call… she did much more, leaving the entire hospital and the boy’s family completely stunned 😢 Find out all the details in the comments below 👇👇

🚨 BREAKING: A final wish, a tennis star, and a moment that moved an entire hospital to tears — What began as a simple request from a 7-year-old boy fighting…

Read more

🚨 BREAKING NEWS — 30 minutes ago, Elina Svitolina’s wife revealed the heartbreaking reason why Gaël Monfils couldn’t play at 100%, which led to his shock defeat against Alexander Bublik at the Monte-Carlo Masters.

BREAKING NEWS — Thirty minutes ago, Elina Svitolina’s wife revealed the heartbreaking reason why Gaël Monfils couldn’t play at 100%, leading to his shock defeat against Alexander Bublik at the…

Read more

🔥🎾 GAËL MONFILS ALLUME LA FLAMME DE LA FRANCE 💙🤍❤️ Défiant toutes les normes avec un message qui dépasse largement le cadre du tennis — une déclaration d’ambition, de conviction et de fierté nationale.

🔥🎾 GAËL MONFILS ALLUME LA FLAMME DE LA FRANCE : UN MESSAGE PUISSANT QUI DÉPASSE LE TENNIS ET ENFLAMME INTERNET Dans le monde du tennis, certains moments dépassent largement le…

Read more

✨ Sera, una camarera de 22 años, no tenía idea de que la mujer tranquila a la que estaba atendiendo era en realidad Elena Rybakina, la número 2 del mundo en tenis. Sentada discretamente, Elena disfrutaba de una comida sencilla

✨ Sorpresa en silencio: la emotiva historia de una camarera que cambió su vida tras atender sin saberlo a Elena Rybakina Sera, una joven camarera de 22 años, comenzó su…

Read more

🚨«Jannik Sinner N’EST PAS le vrai numéro 2… il commet des ERREURS INADMISSIBLES !» — Tomas Machac attaque sans filtre Sinner après sa défaite 6-1, 6-7(3), 6-3 en huitièmes de finale du Monte-Carlo Masters 2026.

🚨«Jannik Sinner N’EST PAS le vrai numéro 2… il commet des ERREURS INADMISSIBLES !» — Tomas Machac attaque sans filtre Sinner après sa défaite 6-1, 6-7(3), 6-3 en huitièmes de…

Read more

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *