ULTIMA CHIAMATA: “C’è un uomo che ci filma e ride mentre bruciamo!”

Losanna, 15 gennaio 2026 – Una chiamata d’emergenza di 18 secondi, trovata su un telefono abbandonato nel vicolo dietro il bar Le Phénix, ha fatto precipitare le indagini sull’incendio doloso del 12 gennaio in un regno di puro terrore. La voce, quella di una donna di 22 anni intrappolata tra le fiamme, pronuncia una frase agghiacciante prima che la linea venga bruscamente interrotta: “C’è un uomo che ci filma e ride mentre bruciamo!”

Questa richiesta di aiuto è stata lanciata alle 23:57, otto minuti dopo l’inizio ufficiale dell’incendio. La chiamata, effettuata al 112, è stata registrata dai servizi di emergenza ma interrotta bruscamente dopo 18 secondi, probabilmente perché il dispositivo era caduto o era stato gettato via. I vigili del fuoco hanno trovato il telefono in un bidone della spazzatura a meno di 30 metri dall’uscita di emergenza posteriore; lo schermo era rotto, ma la memoria era intatta.
Il video allegato all’appello – una breve sequenza di 9 secondi girata in modalità selfie – mostra esattamente ciò che la vittima ha descritto: un uomo con il volto offuscato (dal fumo o deliberatamente mascherato) che tiene il telefono a distanza di un braccio, filmando le vittime mentre soffocano e ridendo distintamente in due occasioni.

Questa risata – una risata breve, profonda e ripetuta – è stata isolata dagli esperti di acustica della Polizia Federale. Ora è considerata la prova audio più importante del caso. “Non era una risata di panico o di sorpresa”, spiega un tecnico anonimo. “Era una risata di soddisfazione, quasi di giubilo. L’uomo sapeva cosa stava facendo. Stava filmando per conservare un ricordo… o per inviare prove”.

Il video, sebbene sfocato intorno al volto per motivi investigativi, mostra chiaramente l’azione: l’uomo tiene il telefono in orizzontale, inquadra le figure che crollano nel fumo, fa una breve zoomata su una giovane donna a terra (identificata come la persona che ha chiamato), poi interrompe. Si sentono due risate: una al secondo 4 e una all’ottavo, poco prima della fine del video.

Il procuratore Valérie Renault ha confermato durante una conferenza stampa alle 17:30: “Siamo di fronte a un atto di estrema crudeltà. Non solo l’autore ha appiccato o contribuito ad alimentare l’incendio, non solo ha bloccato l’uscita di emergenza, ma ha anche filmato le vittime mentre morivano e ridevano. Non si tratta più di un semplice omicidio plurimo: è un crimine d’odio filmato, potenzialmente con l’intento di diffondere il filmato. Da stamattina l’indagine è completamente focalizzata sull’antiterrorismo”.

Gli investigatori hanno già identificato diverse piste: il telefono abbandonato appartiene a una SIM prepagata attivata 36 ore prima dell’incendio. La voce e le risate sono state confrontate con campioni di sospettati noti ai servizi segreti. L’analisi di geolocalizzazione mostra che il telefono è stato spento e gettato nel vicolo alle 00:08, 19 minuti dopo l’inizio dell’incendio, il che significa che l’uomo ha avuto il tempo di andarsene con calma prima dell’imponente intervento dei soccorsi.

La famiglia della giovane donna che ha effettuato la chiamata ha autorizzato la pubblicazione di una versione fortemente censurata dell’audio (senza le urla di sottofondo e con le risate leggermente attenuate per motivi di dignità). Hanno lanciato un appello straziante: “Mia figlia voleva avvertirci. Ha visto quest’uomo ridere mentre i suoi amici morivano. Se qualcuno riconosce quella risata, anche solo un sussurro, per favore parli. Per lei. Per tutti gli altri”.

La polizia ha attivato un numero verde anonimo (0800 42 42 42) e un indirizzo email sicuro per raccogliere informazioni. In particolare, sono alla ricerca di:

Chiunque abbia visto un individuo filmare con il telefono vicino alle uscite o tra la folla. Qualsiasi veicolo parcheggiato in modo anomalo nel vicolo. Chiunque abbia ricevuto un messaggio, una chiamata o un avviso strano quella sera stessa.

Un ulteriore dettaglio è emerso questa sera: tra le vittime c’erano tre giovani che, secondo i testimoni sopravvissuti, insistevano perché “la festa continuasse” anche quando l’odore di bruciato era diventato evidente. Uno di loro, uno studente di 21 anni trovato morto vicino al bar, aveva pubblicato una storia su Snapchat alle 23:41 che mostrava fiamme in lontananza con la didascalia: “La serata migliore di sempre”. La storia è stata cancellata otto minuti dopo… ma uno screenshot sta ora circolando sui social media.

La Svizzera è sotto shock. Non si tratta più di un incendio doloso. È un possibile massacro premeditato, filmato dal suo stesso autore. E quella risata – inconfondibile, fredda, gioiosa – potrebbe essere la voce che porterà all’arresto dei colpevoli.
Il Paese trattiene il fiato. La verità è in cammino. E promette di essere terrificante.