๐จ “HA BARATO!” Pochi secondi dopo aver perso contro Paolini per 1–6, 2–6 nella partita d’apertura degli Australian Open 2026, Aliaksandra Sasnovich si è infuriata, puntando il dito contro Paolini e accusando a gran voce la stella italiana di usare dispositivi ad alta tecnologia per “barare”, chiedendo alla Federazione Tennis Australiana di condurre un’indagine immediata e urgente. Dieci minuti dopo, davanti a decine di telecamere, il presidente della Federazione Tennis Australiana Craig Tiley ha rilasciato una dichiarazione ufficiale che ha sbalordito l’intero stadio.

L’atmosfera alla Rod Laver Arena, ancora carica dell’energia tipica della giornata inaugurale degli Australian Open, è cambiata in pochi istanti. Il match tra Aliaksandra Sasnovich e Jasmine Paolini si era concluso rapidamente, con un punteggio netto che rifletteva il controllo mostrato dall’italiana dall’inizio alla fine. Ma nessuno immaginava che il vero terremoto sarebbe arrivato dopo l’ultimo punto, non con una racchetta alzata al cielo, bensì con un dito puntato e parole durissime.

Sasnovich, visibilmente scossa e con il volto arrossato dalla rabbia, ha iniziato a urlare verso il campo avverso, accusando Paolini di aver utilizzato presunti dispositivi tecnologici nascosti per ottenere un vantaggio illecito. Le sue parole, pronunciate a voce alta e in più lingue, hanno immediatamente attirato l’attenzione del pubblico, dei giudici di sedia e delle telecamere internazionali. “Non è possibile giocare così senza aiuti”, avrebbe gridato, chiedendo un’indagine immediata e invocando l’intervento diretto della Federazione Tennis Australiana.

Jasmine Paolini, colta di sorpresa, è rimasta inizialmente immobile vicino alla sua panchina. Secondo i testimoni, l’azzurra ha reagito con incredulità, scuotendo la testa e parlando con il suo team, evitando qualsiasi confronto diretto. In seguito, lasciando il campo tra applausi misti a mormorii, ha dichiarato brevemente di essere “scioccata” dalle accuse e di confidare pienamente nelle procedure di controllo del torneo.
Il caos mediatico è esploso in pochi minuti. Sui social network, il video dello sfogo di Sasnovich ha iniziato a circolare a velocità vertiginosa, dividendo i tifosi tra chi difendeva Paolini e chi chiedeva chiarimenti ufficiali. Alcuni ex giocatori e commentatori hanno invitato alla prudenza, ricordando come il tennis professionistico sia sottoposto a controlli rigorosi su attrezzature, abbigliamento e comunicazioni, soprattutto nei tornei del Grande Slam.
Dieci minuti dopo l’episodio, la scena si è spostata nella zona mista, dove il presidente della Federazione Tennis Australiana, Craig Tiley, si è presentato davanti a una folla di giornalisti. Con tono fermo e misurato, Tiley ha rilasciato una dichiarazione che ha immediatamente fatto il giro del mondo. Ha confermato che le accuse erano state formalmente registrate, come da protocollo, ma ha sottolineato che non esisteva alcuna evidenza preliminare a sostegno delle affermazioni di Sasnovich.
Tiley ha spiegato che Paolini, come tutte le giocatrici del torneo, era stata sottoposta ai controlli standard prima e dopo il match, inclusa la verifica dell’attrezzatura e delle aree consentite per il coaching. “Non è stato rilevato alcun dispositivo non autorizzato, né sul campo né fuori”, ha dichiarato, aggiungendo che un’ulteriore revisione indipendente sarebbe stata condotta per garantire la massima trasparenza.
La presa di posizione così rapida e netta ha sorpreso molti, ma è stata accolta con sollievo da una parte del pubblico. Allo stesso tempo, ha lasciato Sasnovich in una posizione delicata. Fonti vicine alla WTA hanno fatto sapere che la giocatrice bielorussa potrebbe essere chiamata a rispondere delle sue dichiarazioni, qualora l’indagine non rilevasse irregolarità, poiché accuse pubbliche di questo tipo possono violare il codice di condotta.
L’episodio riaccende un dibattito più ampio sul ruolo della tecnologia nel tennis moderno. Sensori, analisi dei dati e strumenti di monitoraggio sono ormai parte integrante dell’allenamento, ma il loro utilizzo durante le partite è strettamente regolamentato. Proprio per questo, accuse così gravi richiedono prove concrete, non semplici sospetti nati dalla frustrazione di una sconfitta.
Per Paolini, la vicenda rappresenta un’ombra inattesa su un debutto convincente. La tennista italiana, reduce da una stagione di crescita costante, si è ritrovata improvvisamente al centro di una polemica internazionale. Il suo staff ha ribadito la totale correttezza del comportamento della giocatrice e la volontà di collaborare pienamente con le autorità del torneo.
Mentre l’Australian Open prosegue, resta da vedere quali saranno le conseguenze di questo scontro verbale. Al di là dell’esito dell’indagine, una cosa è certa: la tensione, già elevata nei grandi palcoscenici del tennis, ha raggiunto livelli raramente visti, ricordando a tutti quanto sottile possa essere il confine tra competizione, pressione e accuse che scuotono l’intero sport.
Per Paolini, la vicenda rappresenta un’ombra inattesa su un debutto convincente. La tennista italiana, reduce da una stagione di crescita costante, si è ritrovata improvvisamente al centro di una polemica internazionale. Il suo staff ha ribadito la totale correttezza del comportamento della giocatrice e la volontà di collaborare pienamente con le autorità del torneo.
Mentre l’Australian Open prosegue, resta da vedere quali saranno le conseguenze di questo scontro verbale. Al di là dell’esito dell’indagine, una cosa è certa: la tensione, già elevata nei grandi palcoscenici del tennis, ha raggiunto livelli raramente visti, ricordando a tutti quanto sottile possa essere il confine tra competizione, pressione e accuse che scuotono l’intero sport.