
Con una voce tremante ma determinata, la signora Claudia ha rotto per la prima volta il silenzio durato anni della famiglia Berrettini, svelando la verità dietro i ritiri, le partite incompiute e l’immagine di un Matteo spesso etichettato come “giocatore sempre infortunato”.
Secondo il suo racconto, Matteo è arrivato a Melbourne con grandi speranze, allenandosi senza sosta per quattro settimane prima del torneo, nonostante dolori costanti ogni giorno. Credeva che l’Australian Open 2026 potesse rappresentare un nuovo inizio per una carriera un tempo brillante.
Tuttavia, la notte prima del suo debutto, Matteo ha telefonato a casa in uno stato di totale crollo emotivo. È stata la prima volta che la signora Claudia ha sentito suo figlio piangere disperatamente da quando aveva intrapreso la carriera professionistica nel tennis.
I medici della squadra avevano lanciato un avvertimento chiaro: il muscolo intercostale di Matteo non era semplicemente “indolenzito”, come comunicato ufficialmente, ma si stava lacerando progressivamente. Forzare una partita al meglio dei cinque set avrebbe comportato un altissimo rischio di rottura totale e uno stop di uno o due anni.

“Matteo mi ha detto che aveva paura che i tifosi lo considerassero debole”, ha raccontato Claudia tra le lacrime. “Ma mi ha anche confessato di essere stanco e di temere di non tornare mai più quello di prima”.
La famiglia Berrettini ha scelto il silenzio per molto tempo, temendo che la verità potesse danneggiare la carriera di Matteo. Ma, secondo sua madre, quel silenzio ha finito per alimentare incomprensioni e giudizi sbagliati da parte del pubblico.
“Dal 2022 a oggi, Matteo non si è mai tirato indietro”, ha sottolineato. “È un guerriero che combatte ogni giorno contro il proprio corpo, affrontando dolori fisici e mentali che pochi possono davvero immaginare”.
Un dettaglio che ha spezzato ulteriormente il cuore dei tifosi è stato il fatto che Matteo abbia ignorato il consiglio dei medici pur di volare in Australia. Il motivo era semplice ma crudele: non voleva rinunciare al primo Grand Slam della stagione.
Appena arrivato a Melbourne, le sue condizioni di salute sono peggiorate rapidamente. Febbre alta e una forte infiammazione alla gola, unite alla ricaduta del vecchio infortunio, gli hanno impedito di allenarsi a pieno regime nei giorni immediatamente precedenti al torneo.
La signora Claudia ha inoltre rivelato che, alla fine del 2025, Matteo aveva seriamente preso in considerazione l’idea di un ritiro anticipato. Non per mancanza di motivazione sportiva, ma perché “non riusciva più a sopportare il dolore mentale” dopo troppe delusioni.

È stata proprio la vittoria della Coppa Davis 2025 con la Nazionale italiana a riportarlo indietro dal baratro. Quel successo, secondo sua madre, ha riacceso la fiducia e gli ha dato una ragione per continuare a lottare ancora una stagione.
“La Coppa Davis ha salvato mio figlio”, ha detto Claudia. “Gli ha fatto sentire che era ancora utile, che poteva ancora vincere e che apparteneva ancora al tennis di alto livello”.
Eppure, l’Australian Open 2026 si è trasformato nella goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dolori continui, malattia e il peso delle aspettative hanno spinto Matteo al limite estremo, sia fisicamente che mentalmente.
L’immagine descritta dalla signora Claudia nella parte finale dell’intervista ha lasciato tutti senza parole: un Matteo alto e forte, un tempo finalista a Wimbledon, oggi visibilmente dimagrito, con profonde occhiaie e un’espressione di stanchezza costante.
“Da madre, voglio solo stringere mio figlio e dirgli: ‘Fermati’”, ha detto singhiozzando. “Non riesco a sopportare di vederlo soffrire così ogni giorno”.

La famiglia Berrettini ha chiarito che il 2026 non è più l’anno dei titoli o delle classifiche. L’unico desiderio è che Matteo possa vivere una vita normale, svegliandosi ogni mattina senza essere sopraffatto dal dolore.
“Se devo scegliere tra il tennis e la salute”, ha affermato con decisione Claudia, “scelgo mio figlio”. Una frase che si è rapidamente diffusa sui social network, toccando il cuore di milioni di tifosi.
La comunità tennistica mondiale ha reagito con forza, inviando messaggi di sostegno, solidarietà e preghiere per Berrettini. Anche molti colleghi hanno preso posizione, chiedendo rispetto per la sua decisione.
In questo momento, Matteo Berrettini non è soltanto un atleta ritiratosi dagli Australian Open 2026. È diventato il simbolo del lato oscuro dello sport di alto livello, dove i limiti umani vengono spesso spinti troppo oltre.
E come ha concluso con grande emozione la signora Claudia Bigo, l’Italia non ha bisogno di un campione a qualsiasi costo. L’Italia ha bisogno di un Matteo sano, amato e libero di vivere davvero, anche se il futuro potrebbe non essere fatto soltanto di tennis.