💔«Hanno tentato di ammazzarci». Questa non è una frase buttata lì, ma il grido di rabbia di un poliziotto con 20 anni di servizio. In un intervento che ha fatto esplodere lo studio televisivo, ha attaccato duramente il cosiddetto “buonismo lassista”, accusando i politici che parlano solo di “disagio” mentre le strade si trasformano in un campo di battaglia. Ha fatto nomi, ha citato numeri da brividi sugli agenti feriti e ha lanciato un appello disperato al cambiamento. Poi ha pronunciato 14 parole scioccanti, capaci di scuotere l’intera politica italiana. Troppo violento per essere ignorato, troppo vero per essere sepolto. VEDI TUTTO QUI 👇👇

Grido d’Allarme dalla Polizia: “Hanno Tentato di Ammazzarci”. L’Atto d’Accusa di un Agente Scuote la Politica.

Dritto e Rovescio, Rinaldi il panettone e rissa con Malpezzi: Del Debbio...

arrow_forward_ios

Read more

00:00

00:00

01:31

Non era un politico. Non era un sociologo. Non era un opinionista di professione. Sul palco, c’era un uomo con vent’anni di servizio sulle spalle. Un poliziotto. E le sue parole non erano filtrate dalla diplomazia, né addolcite dalla retorica. Erano ruvide, disperate e pesanti come macigni.

In un intervento che ha squarciato il velo del dibattito pubblico, un agente ha consegnato alla platea e al Paese un atto d’accusa feroce, un “j’accuse” proveniente direttamente dalla prima linea: “La società l’abbiamo fatta cambiare noi. Depotenziando e delegittimando le forze di polizia”.

È l’istantanea di un malessere profondo, quello che serpeggia tra le fila di chi indossa una divisa e che, troppo spesso, rimane confinato nelle chat private o negli sfoghi a fine turno. Questa volta, però, lo sfogo è diventato pubblico. È diventato un manifesto.

L’agente ha descritto un “declino totale” negli ultimi due decenni, un’erosione sistematica dell’autorità dello Stato che ha portato a una conseguenza agghiacciante: “la consapevolezza di chi delinque di non avere nulla da perdere”.

Il cuore della sua denuncia tocca un nervo scoperto, un paradosso che suona come un insulto per chi rischia la vita ogni giorno. “Risarcimenti astronomici a criminali”, ha tuonato l’agente. E non è rimasto sul vago.

Ha portato un esempio concreto, una storia che da sola vale più di mille analisi: “Un collega della PS, per aver sparato a un’auto in fuga che stava investendo un altro collega, deve risarcire 80.000 euro. Mi spiegate in tutta la vita come farà a risarcire 80.000 euro?”.

La domanda è rimasta sospesa nell’aria, pesante. È l’emblema di un sistema che, nella percezione di chi è in strada, si è capovolto.

Il servitore dello Stato, l’uomo chiamato a far rispettare la legge, si ritrova indagato, processato e infine condannato a un debito che lo distruggerà economicamente, per aver cercato di fermare un’azione criminale. È il primo pilastro della delegittimazione: l’idea che l’azione della polizia sia, per definizione, sospetta.

Il secondo pilastro è la prassi, tutta italiana, dell’”atto dovuto”. “Indagare per atto dovuto l’agente di turno”, ha spiegato il poliziotto. Sulla carta, ci dicono, “è un atto di garanzia”.

Ma lui, che questa esperienza l’ha vissuta “sulla mia pelle”, la traduce in termini umani, non burocratici: “Una garanzia da cosa? Distruzione della famiglia, distruzione economica, distruzione da tutto”. È un logoramento psicologico, un messaggio costante che ti fa passare “da chi protegge la legge ad essere indagato”.

Un processo alimentato, secondo l’agente, da una narrazione tossica che dipinge la polizia come “violenta” e l’Italia come un paese razzista che fa “profilazione etnica”.

Ma l’affondo più duro, il centro di questo grido di dolore, è riservato alla politica. O meglio, a quella politica. Quella che, di fronte alla violenza, risponde con la sociologia.

L’agente ha puntato il dito contro chi, anche da scranni autorevoli, continua a derubricare i reati a “disagio e mancata integrazione”. Un giustificazionismo che il poliziotto smonta con una logica disarmante: “Ma come fa ad esserci integrazione senza rispetto delle regole?”.

Il caso di studio di questa frattura è Corvetto. Per alcuni, “una manifestazione per una ricerca onorevole della verità”. Per l’agente che era lì, la realtà è un’altra: “Quella era guerriglia. Hanno tentato di ammazzarci. Lì c’è poco da fare”.

L’amarezza esplode quando ricorda i commenti di chi ha tentato di giustificare gli assalitori: “Attualmente a Corvetto c’è stato chi ha giustificato. ‘Sono ragazzi, vanno capiti’. Ma di cosa? Sono delinquenti. Sono delinquenti!”.

“Spero che il provvedimento passi. Fate il possibile”: ascoltate le parole  di questo poliziotto

È qui che il discorso si salda con l’attualità politica più stretta. L’agente parla di un passato recente fatto di “lassismo buonista, giustificazionismo ipocrita, garantismo schizofrenico”. Critica apertamente riforme come il “decreto Cartabia”, che a suo dire “ha distrutto la giustizia in modo esagerato”.

E, per la prima volta, la disperazione lascia spazio a una richiesta concreta, a una speranza. Rivolgendosi direttamente ai politici presenti, ha detto con forza: “Senatore, noi ‘sto decreto sicurezza lo vogliamo. Lo abbiamo richiesto”.

Non è un’adesione ideologica. È una richiesta di strumenti per sopravvivere. Nel decreto, gli agenti sperano di trovare cose elementari, ma vitali. Le “bodycam”, non per spiare i cittadini, ma “perché almeno riusciamo tramite i video a farci credere da qualcuno”.

La “tutela legale”, per non dover più dipendere dalla carità o dalle collette. E, soprattutto, la certezza della pena per reati come la “resistenza a pubblico ufficiale”.

L’agente descrive la frustrazione di chi scrive “tante di quelle carte” e si fa refertare in ospedale, solo per vedere l’aggressore “già fuori, a mangiare a casa con i propri parenti” nel tempo tecnico del fotosegnalamento.

I numeri che cita sono da bollettino di guerra: 2700 feriti solo nel 2023 per attività di polizia giudiziaria, senza contare l’ordine pubblico. Quindici agenti feriti a Torino “nel giro di mezz’ora”. “La situazione è drammatica”, ammette.

In questo quadro desolante, l’agente traccia una linea netta tra la politica e la gente. Da un lato, critica figure come “Landini, il segretario del sindacato, e la Salis, europarlamentare”, accusandoli di stare “sempre dalla parte di chi lotta”, parlando di “rivolta sociale”. Dall’altro, racconta un’Italia diversa.

Quella che, per un carabiniere indagato, ha organizzato una raccolta fondi raccogliendo “in 48 ore 50.000 euro”. Quella che ha partecipato a una “fiaccolata silenziosa” di “oltre 2000 persone per bene”, non contro la polizia, ma per proteggerla.

PASQUALE GRIESI intervistato a Gli Inascoltabili - YouTube

Il suo intervento si chiude così, con un appello tanto semplice quanto potente. Un appello al rispetto. “Cercate di avere un po’ di rispetto delle persone in uniforme, che continuano a lavorare, perché forse nelle piazze sono gli unici che lavorano”.

E infine, la frase che racchiude il senso di tutto il suo intervento. Un’implorazione rivolta a chi può, finalmente, cambiare le cose. “Spero che il decreto sicurezza passi. Perché serve. Fate il possibile”.

Una richiesta di aiuto, un grido d’allarme, l’ultima speranza di un uomo che, dopo vent’anni di servizio, chiede solo di poter fare il proprio lavoro senza essere trattato come un criminale.

Related Posts

đź’– GOOD NEWS FROM EMMA RADUCANU: HEARTFELT UPDATE ON HER HEALTH đź’– Following her withdrawal from the Miami Open, Emma Raducanu has shared an honest update about her health. She confirmed that her recent surgery was successful, although the road to full recovery will require time, patience, and resilience.

After her recent withdrawal from the Miami Open, Emma Raducanu shared a candid update on her health, reassuring fans that her recent surgery was successful. The British tennis star emphasized…

Read more

🚨 At the Miami Open, security tried to stop an elderly man pushing through the crowd to reach Coco Gauff. Calmly, she raised her hand and allowed him closer. Moments later, what happened left the entire crowd stunned and deeply moved.

Unexpected Moment at the Miami Open: Coco Gauff Turns a Security Scare into a Powerful Human Story What began as a routine post-match fan interaction at the 2026 Miami Open…

Read more

BREAKING: NOVAK DJOKOVIC AND WIFE JELENA REVEAL THE NAMES OF THEIR TWINS IN A RARE FAMILY ANNOUNCEMENT — A QUIET POST THAT HAS SHOCKED FANS WORLDWIDE AND SPARKED HUGE CURIOSITY ABOUT THE SPECIAL MEANING BEHIND THE CHILDREN’S NAMES

The global sports community was caught by surprise when Novak Djokovic and his wife Jelena Djokovic shared a deeply personal family announcement that immediately began circulating across social media. Known for maintaining a careful…

Read more

💖 The young champion Jannik Sinner experienced a deeply emotional moment during a surprise visit to the club where he first took his steps in tennis, leaving everyone speechless 🎾

In the world of professional sport, made up of lights, trophies and millions of spectators, there are moments that manage to surpass every statistic and every result. Moments that remind…

Read more

🔴 SHOCKING MOMENT AT THE Miami Open 2026: After a heartbreaking loss to Reilly Opelka, Jack Draper quietly left the court as silence fell over the stands… but then something unexpected happened!

đź”´ SHOCKING MOMENT AT THE Miami Open 2026: After a heartbreaking loss to Reilly Opelka, Jack Draper quietly left the court as silence fell over the stands… but then something…

Read more

“HE’S LIKE A ROBOT” — The controversial statement by João Fonseca following his defeat at the Miami Open 2026 quickly became the center of attention in the tennis world.

“HE’S LIKE A ROBOT” — The controversial statement by João Fonseca following his defeat at the Miami Open 2026 quickly became the center of attention in the tennis world. The…

Read more

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *