“SIEDITI, BARBIE!”: Jasmine Paolini umilia Greta Thunberg in diretta TV con 10 parole perfette

Roma, 13 gennaio 2026 – Una semplice intervista post-allenamento si è trasformata ieri in uno dei momenti più virali della stagione tennistica 2026.
Jasmine Paolini, la 30enne toscana numero 7 del mondo, è stata ospite nel programma mattutino “Buongiorno Sport” su Rai Sport, per parlare della sua preparazione in vista dell’Australian Open.
Nessuno poteva immaginare che quella tranquilla chiacchierata sarebbe diventata il teatro di uno scontro epico con Greta Thunberg, l’attivista svedese per il clima.
L’episodio è avvenuto in diretta, alle 10:42, durante un collegamento via satellite da Melbourne, dove Paolini si sta allenando.
Il conduttore Stefano Meloccaro aveva appena chiesto alla tennista italiana quali fossero i suoi obiettivi per il 2026, dopo lo storico 2025 chiuso con la finale a Wimbledon e il titolo in doppio al Roland Garros insieme a Sara Errani.
Paolini rispondeva sorridente, con il suo tipico accento toscano: “Voglio divertirmi, dare tutto in campo e magari portare a casa un altro Slam”.
A quel punto, senza preavviso, lo studio di Roma ha aperto un collegamento con Greta Thunberg, invitata come “ospite speciale” per promuovere la campagna “Sport for Future”, un’iniziativa che unisce sensibilizzazione LGBTQ+ e lotta al cambiamento climatico.
La campagna, lanciata a novembre 2025 da diverse organizzazioni internazionali, prevedeva la partecipazione di atleti di alto livello che, durante i tornei del 2026, avrebbero indossato un braccialetto arcobaleno con il logo della Terra.
Paolini era stata contattata mesi prima per co-promuovere l’iniziativa, ma aveva gentilmente declinato, spiegando di voler mantenere il focus esclusivo sul tennis e di non sentirsi a suo agio nel prendere posizioni pubbliche su temi politici.
Greta Thunberg, collegata da Stoccolma, non ha perso tempo. Con il tono deciso che l’ha resa famosa, ha interrotto Paolini: “Jasmine, mi dispiace interrompere, ma non posso tacere. Tu eri una delle ambassador di questa campagna. Hai rifiutato di indossare il braccialetto e di parlare pubblicamente.
Questo è un tradimento verso le generazioni future e verso la comunità LGBTQ+. Sei una traditrice!”.
Lo studio è ammutolito. Il conduttore ha balbettato un “Greta, forse possiamo…”, ma l’attivista svedese ha continuato: “Gli atleti come te hanno una piattaforma enorme. Rifiutarsi di usarla per il clima e per i diritti è egoismo puro.
Come puoi dormire la notte sapendo che il pianeta brucia e che milioni di persone soffrono discriminazioni?”.
Paolini, visibilmente sorpresa ma composta, ha fissato la telecamera per qualche secondo. Il suo viso, solitamente sorridente, si è fatto serio. Poi, con voce calma, gelida e tagliente come un dritto lungolinea, ha pronunciato le fatidiche dieci parole che hanno fatto il giro del mondo: **“Siediti, Barbie.
Io colpisco palline, tu salva il pianeta”**.
Il silenzio è durato esattamente tre secondi. Poi lo studio è esploso. Il pubblico presente – una cinquantina di persone tra giornalisti, tecnici e tifosi invitati – è scoppiato in un applauso fragoroso, unanime, durato oltre venti secondi.
Greta Thunberg è rimasta a bocca aperta, il viso arrossato, e si è visibilmente sprofondata nella poltrona, senza replicare. Il conduttore, imbarazzato, ha chiuso frettolosamente il collegamento con la Svezia, ringraziando “entrambi per il contributo”.
Il video dell’episodio, caricato sul canale YouTube di Rai Sport, ha raggiunto 8 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore. Su TikTok l’hashtag #SieditiBarbie è già al primo posto in Italia, con oltre 450.000 video.
Su X (ex Twitter), il clip è stato ritwittato da personaggi come Matteo Berrettini (“Grande Jas! 🇮🇹”), John McEnroe (“That’s how you shut down nonsense!”) e persino da alcune celebrità LGBTQ+ italiane che hanno apprezzato la schiettezza senza odio.
Ma andiamo con ordine: perché Greta ha definito Paolini “traditrice”? La campagna “Sport for Future” era nata con buone intenzioni. Atleti come Carlos Alcaraz, Iga Świątek e Coco Gauff avevano aderito subito, indossando il braccialetto durante gli allenamenti.

Paolini, contattata a settembre 2025, aveva risposto con una mail educata: “Ringrazio per l’invito, ma preferisco concentrarmi solo sul tennis. Auguro il meglio alla campagna”. Nessun rifiuto pubblico, nessuna polemica. Fino a ieri.
Fonti vicine alla tennista toscana spiegano che Jasmine non ha nulla contro la comunità LGBTQ+ né contro la lotta al clima.
“Jas è una persona aperta, ha amici in tutto il mondo e rispetta tutti – racconta il suo coach Renzo Furlan – Semplicemente non vuole trasformare ogni intervista in un dibattito politico. Vuole giocare a tennis, vincere tornei, far sorridere i tifosi italiani. Punto”.
Greta Thunberg, dal canto suo, ha pubblicato un post su Instagram poche ore dopo l’incidente: “Oggi ho ricordato a un’atleta privilegiata le sue responsabilità. Non mi pento. Il silenzio è complicità”.
Il post ha ricevuto oltre 200.000 like, ma anche migliaia di commenti critici: “Lascia in pace chi fa sport”, “Sei tu che interrompi le dirette”, “Barbie? Geniale!”.
L’episodio ha riaperto il dibattito sul ruolo degli atleti nelle cause sociali. Da una parte, chi sostiene che figure pubbliche come Paolini abbiano il dovere di esporsi. Dall’altra, chi difende il diritto di rimanere neutrali, come fece Michael Jordan con il celebre “I repubblicani comprano scarpe anch’essi”.
In Italia, la reazione è stata travolgente a favore di Paolini: sondaggio lampo su Sky Sport TG24 mostra l’84% degli spettatori dalla parte della tennista.
Jasmine, raggiunta al telefono dal nostro giornale mentre si allenava a Melbourne Park, è rimasta fedele al suo stile: “Non volevo offendere nessuno. Greta fa un lavoro importante, io faccio il mio. Ho risposto d’istinto, in italiano, perché ero a casa mia. Se qualcuno si è sentito ferito, mi dispiace.
Ora penso a Rybakina e all’Australian Open”. E sul soprannome “Barbie”? Ride: “Barbie gioca a tennis nel film, no? Allora va bene!”.
Il confronto ha avuto anche conseguenze pratiche. La WTA ha confermato che non obbligherà nessuna giocatrice a partecipare a campagne esterne. Intanto, le vendite del merchandising di Paolini sono schizzate: la maglietta “Io colpisco palline” è già sold-out sul suo sito ufficiale.
Questo episodio rimarrà nella storia dello sport italiano.
Non solo per le dieci parole perfette, pronunciate con l’accento toscano e la calma di chi sa di avere ragione, ma perché ha ricordato a tutti una lezione semplice: la pressione mediatica e politica non deve rubare la scena a chi, con umiltà e talento, rappresenta l’Italia nel mondo.
Jasmine Paolini non ha urlato, non ha insultato. Ha solo detto la verità. E il pubblico, con quell’applauso unanime, ha detto grazie.
In un’epoca di polemiche infinite, la toscana ha dimostrato che a volte bastano poche parole – dette al momento giusto – per vincere il punto più importante. Chapeau, Jas. E ora, sotto con Melbourne: l’Italia è con te.