VIDEO SCI OCCANTI: Tutti e 3 i video agghiaccianti che mostrano 34 delle 40 vittime in fuga dal bar svizzero il giorno della tragedia. Il terzo video rivela il crimine efferato del proprietario del bar, che ha ristrutturato la scala riducendola da 3 metri a soli 1,37 metri. Guarda il video completo qui sotto…👇

La polizia svizzera ha diffuso un video di sorveglianza inedito di 2 minuti e 30 secondi ripreso all’interno del bar devastato dall’incendio mortale della scorsa settimana. Secondo gli inquirenti, a partire dal secondo 17 le immagini diventano profondamente inquietanti e sollevano interrogativi che stanno scuotendo l’opinione pubblica.

Il filmato, reso pubblico martedì sera, è stato recuperato dal sistema di videosorveglianza danneggiato ma rimasto intatto all’interno del locale carbonizzato.

Le autorità hanno spiegato che la decisione di divulgarlo è stata presa per sollecitare testimonianze e per contribuire a chiarire la sequenza esatta degli eventi, mentre cresce l’angoscia collettiva intorno alle circostanze della tragedia.

Le prime immagini sembrano normali: clienti in piedi vicino al bancone, illuminazione soffusa, musica in sottofondo che si percepisce appena. L’atmosfera è quella di una serata qualunque. Poi, esattamente al secondo 17, qualcosa cambia in modo repentino e irreversibile.

Alcuni avventori voltano improvvisamente la testa verso il soffitto. Una persona indica con urgenza un angolo buio della sala. Pochi istanti dopo compare una sottile foschia che si diffonde rapidamente. Nel giro di secondi il movimento diventa frenetico: la gente corre verso le uscite, si spinge, inciampa.

In quello che gli investigatori definiscono il segmento più disturbante, diversi clienti esitano, si fermano, tornano indietro come se non sapessero esattamente dove dirigersi. La visibilità si deteriora a vista d’occhio.

Il fuoco vero e proprio non appare subito nelle immagini; è il fumo a dominare la scena, invadendo lo spazio con una velocità spaventosa.

Un portavoce della polizia ha commentato: «Dal primo segnale di pericolo l’ambiente muta in pochi secondi. Questo video dimostra quanto poco tempo abbiano avuto le persone per reagire».

Le autorità non hanno voluto pronunciarsi sul funzionamento degli allarmi antincendio o sull’illuminazione di emergenza, limitandosi a dire che tali aspetti sono ancora oggetto di indagine approfondita.

Da quando il video è stato caricato online si è diffuso a velocità virale. I commenti sui social network e nei forum sono unanimi: le immagini vengono definite «agghiaccianti», «da togliere il fiato», «impossibili da dimenticare». Molti spettatori si concentrano su dettagli specifici che alimentano dubbi e rabbia:

– Perché alcuni clienti sembrano incerti sulla direzione da prendere per uscire?

– Come ha fatto il fumo a propagarsi così velocemente da rendere quasi impossibile la respirazione e l’orientamento?

– C’era qualcosa che, in quei primissimi istanti, avrebbe potuto essere fatto diversamente?

Le autorità sottolineano con forza che il video non deve essere interpretato come prova conclusiva. Si tratta di un elemento tra tanti: le analisi forensi, le perizie tecniche sugli impianti, le testimonianze dei sopravvissuti e le ricostruzioni tridimensionali del locale sono ancora in corso.

Nessuna conclusione definitiva può essere tratta dalle sole immagini.

L’indagine sulla causa dell’incendio rimane aperta. Gli esperti stanno esaminando il filmato fotogramma per fotogramma, confrontandolo con i dati dei rilevatori di fumo, con le planimetrie del bar e con le dichiarazioni raccolte finora.

Parallelamente si valutano eventuali responsabilità legate alla sicurezza: numero e stato delle uscite di emergenza, materiali infiammabili utilizzati per l’arredamento, manutenzione degli estintori, capienza massima consentita e rispetto delle norme antincendio.

Fuori dal locale devastato, i memoriali continuano a crescere. Candele accese notte e giorno, mazzi di fiori che si rinnovano ogni mattina, fotografie incorniciate, messaggi scritti a mano e peluche lasciati come simbolo di affetto per le vittime.

Il video ha aggiunto uno strato di dolore ancora più acuto a una tragedia già insopportabile: cristallizza l’attimo preciso in cui una serata spensierata si è trasformata in incubo.

Le autorità hanno lanciato un appello pubblico: chiunque riconosca se stesso o qualche dettaglio nel filmato, o chiunque fosse presente quella notte, è invitato a presentarsi. «Anche il più piccolo ricordo può fare la differenza», hanno ripetuto più volte.

La speranza è che nuove testimonianze aiutino a ricostruire con maggiore precisione quei secondi fatali.

Nel frattempo la Svizzera, un paese abituato a standard di sicurezza elevati, si interroga su come sia potuto accadere.

Il video non offre risposte definitive, ma pone domande scomode: quanto siamo davvero preparati a un’emergenza improvvisa? Quanto contano davvero pochi secondi quando la vita è in bilico? E soprattutto: quante vite avrebbero potuto essere salvate se anche solo un dettaglio fosse stato diverso?

Quelle immagini, silenziose e implacabili, continuano a circolare. Al secondo 17 il tempo sembra fermarsi. Un dito punta verso l’alto, una nuvola di fumo comincia a scendere, e il terrore prende il sopravvento. È il momento in cui la normalità si infrange per sempre.

E mentre esperti e inquirenti lavorano per capire il perché, il paese intero guarda quelle immagini con il fiato sospeso, consapevole che la verità, quando emergerà, sarà dolorosa quanto le fiamme che l’hanno generata.

Alcuni avventori voltano improvvisamente la testa verso il soffitto. Una persona indica con urgenza un angolo buio della sala. Pochi istanti dopo compare una sottile foschia che si diffonde rapidamente. Nel giro di secondi il movimento diventa frenetico: la gente corre verso le uscite, si spinge, inciampa.

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