La polizia svizzera ha pubblicato un video inedito di 2 minuti e 30 secondi girato all’interno del bar devastato dal mortale incendio della scorsa settimana. Secondo gli inquirenti, dal minuto 17 in poi, il filmato diventa profondamente inquietante e solleva interrogativi che stanno causando seria preoccupazione nell’opinione pubblica.

Le immagini, rese pubbliche martedì sera, sono state recuperate grazie ai sistemi di videosorveglianza danneggiati ma intatti presenti all’interno dei locali incendiati.
Le autorità hanno spiegato che la decisione di pubblicare queste immagini è stata presa per raccogliere testimonianze e contribuire a chiarire l’esatta sequenza degli eventi, mentre cresce l’indignazione pubblica per le circostanze di questa tragedia.
Le prime immagini sembrano normali: clienti vicino al bancone, luci soffuse, musica di sottofondo appena udibile. L’atmosfera è quella di una serata qualunque. Poi, esattamente al minuto 17, qualcosa cambia all’improvviso e in modo irreversibile.
All’improvviso, alcuni clienti alzano lo sguardo al cielo. Uno di loro indica con un gesto brusco un angolo buio della sala. Pochi istanti dopo, una sottile nebbia appare e si diffonde rapidamente. In pochi secondi, la folla si precipita verso le uscite, spintonandosi e inciampando.

In quella che gli investigatori descrivono come la sequenza più preoccupante, diversi clienti esitano, si fermano e si voltano, come se non sapessero più dove andare. La visibilità peggiora notevolmente.
Nelle immagini il fuoco in sé non appare immediatamente; è il fumo a dominare la scena, invadendo lo spazio a una velocità terrificante.
Un portavoce della polizia ha dichiarato: “Dai primi segnali di pericolo, la situazione cambia in pochi secondi. Questo video mostra quanto sia stato breve il tempo di reazione”.

Le autorità hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni sul funzionamento degli allarmi antincendio o dell’illuminazione di emergenza, affermando solo che questi aspetti erano ancora oggetto di approfondite indagini.
Da quando è stato pubblicato online, il video è diventato virale. I commenti sui social media e sui forum sono unanimi: le immagini vengono descritte come “agghiaccianti”, “mozzafiato” e “indimenticabili”.
Molti utenti di Internet si concentrano su dettagli specifici che alimentano dubbi e rabbia.

– Perché alcuni clienti sembrano esitanti su quale strada prendere per uscire?
– Come è possibile che il fumo si sia diffuso così rapidamente da rendere quasi impossibile respirare e orientarsi?
C’era qualcosa che, fin dall’inizio, avrebbe potuto essere fatto diversamente?
Le autorità insistono sul fatto che il video non debba essere considerato una prova inconfutabile. È solo un elemento tra tanti: analisi forensi, valutazioni tecniche dei sistemi, testimonianze dei sopravvissuti e ricostruzioni 3D della stanza sono ancora in corso.

Dalle sole immagini non è possibile trarre conclusioni definitive.
Le indagini sulla causa dell’incendio sono in corso. Gli esperti stanno esaminando le riprese delle telecamere fotogramma per fotogramma, confrontandole con i dati dei rilevatori di fumo, le planimetrie del bar e le dichiarazioni dei testimoni raccolte finora.
Contemporaneamente vengono valutate tutte le responsabilità legate alla sicurezza: numero e condizioni delle uscite di emergenza, materiali infiammabili utilizzati per gli arredi, manutenzione degli estintori, capacità massima consentita e rispetto delle norme antincendio.
Fuori dall’edificio devastato, continuano ad arrivare omaggi. Candele vengono accese giorno e notte, mazzi di fiori vengono rinnovati ogni mattina, foto incorniciate, messaggi scritti a mano e animali di peluche vengono lasciati come segno di affetto per le vittime.

Il video ha aggiunto un ulteriore strato di dolore a una tragedia già insopportabile: cristallizza il momento preciso in cui una serata spensierata si è trasformata in un incubo.
Le autorità hanno lanciato un appello alla ricerca di testimoni: chiunque si riconosca nelle immagini o in qualche dettaglio, o chiunque fosse presente quella sera, è pregato di farsi avanti. “Anche il più piccolo ricordo può fare la differenza”, hanno ripetutamente affermato.
Si spera che nuove testimonianze consentano di ricostruire con maggiore precisione quei secondi fatali.
Nel frattempo la Svizzera, un Paese abituato a elevati standard di sicurezza, si chiede come ciò sia potuto accadere.
Il video non fornisce risposte definitive, ma solleva interrogativi inquietanti: siamo davvero preparati a un’emergenza improvvisa? Quanto sono importanti pochi secondi quando sono in gioco delle vite? E soprattutto: quante vite si sarebbero potute salvare se solo un dettaglio fosse stato diverso?

Queste immagini silenziose e implacabili continuano a circolare. Al diciassettesimo secondo, il tempo sembra fermarsi. Un dito si alza, una nuvola di fumo inizia a scendere e il terrore prende il sopravvento. È il momento in cui la normalità si infrange per sempre.
E mentre esperti e investigatori si sforzano di capirne il motivo, l’intero Paese trattiene il fiato su queste immagini, sapendo che la verità, quando verrà a galla, sarà dolorosa quanto le fiamme che hanno appiccato l’incendio.
All’improvviso, alcuni clienti alzano lo sguardo al cielo. Uno di loro indica con un gesto brusco un angolo buio della sala. Pochi istanti dopo, una sottile nebbia appare e si diffonde rapidamente. In pochi secondi, la folla si precipita verso le uscite, spintonandosi e inciampando.
In quella che gli investigatori descrivono come la sequenza più preoccupante, diversi clienti esitano, si fermano e si voltano, come se non sapessero più dove andare. La visibilità peggiora notevolmente.
Nelle immagini il fuoco in sé non appare immediatamente; è il fumo a dominare la scena, invadendo lo spazio a una velocità terrificante.