🚨 SCIOCCANTE E STRAPPACUORE: Jannik Sinner sconvolge il mondo con un tributo crudo a un prodigio del golf di 16 anni morto in un incendio in Svezia – e la decisione improvvisa che nessuno si aspettava

12 gennaio 2026 – Monte-Carlo, Monaco
Il mondo dello sport – e non solo – è ancora sotto shock. Ieri sera, poco dopo le 23:00, Jannik Sinner ha pubblicato su Instagram un post che ha fatto tremare migliaia di persone.
Pochi minuti prima era circolata la notizia devastante: un incendio devastante in un bar di Malmö, in Svezia, nella notte tra l’11 e il 12 gennaio, ha causato la morte di 28 persone, tra cui un ragazzo di 16 anni, Elias Lindström, considerato uno dei più grandi talenti del golf junior scandinavo degli ultimi vent’anni.
Elias era noto nel circuito internazionale giovanile per la sua distanza dal tee e per la maturità tecnica impressionante: a 15 anni aveva già vinto l’European Young Masters e aveva un handicap di +4. Molti lo definivano “il prossimo Henrik Stenson”.
Jannik lo aveva incontrato per la prima volta durante un clinic benefico organizzato da Rolex a Stoccolma nel 2024. In quell’occasione Elias gli aveva chiesto un consiglio: “Come si fa a non mollare quando tutto sembra andare storto?”.
Sinner gli aveva risposto con una frase che il ragazzo aveva scritto su un quaderno e che portava sempre con sé: “Non giochi per vincere. Giochi per non deludere chi crede in te.”

Quando la notizia della tragedia è arrivata, Sinner era a Monte-Carlo, in preparazione per l’Australian Open. Non ha esitato un secondo. Ha aperto Instagram e ha pubblicato una foto in bianco e nero: lui ed Elias, sorridenti, con le mazze in mano, scattata quel giorno a Stoccolma.
Sotto, solo nove parole:
“Mi dispiace non essere riuscito a rivederti sollevare quel trofeo. Riposa in pace, piccolo campione.”
Il post è esploso in pochi minuti: oltre 4,8 milioni di like, 1,2 milioni di commenti e centinaia di migliaia di condivisioni in meno di due ore. Ma ciò che ha veramente spezzato il cuore del mondo non è stato solo il tributo.
È stato quello che Sinner ha fatto subito dopo.
Senza nessun preavviso, senza conferenza stampa, senza comunicato ufficiale del suo team, Jannik ha pubblicato un secondo post, questa volta con una semplice immagine nera e una scritta bianca:
“Ho deciso di donare l’intero montepremi dell’Australian Open 2026 – qualunque esso sia – alla Fondazione Elias Lindström per il sostegno ai giovani talenti del golf svedesi colpiti da malattie o incidenti. Non è abbastanza. Ma è tutto quello che posso fare ora. Per Elias. Per la sua famiglia.

Per non dimenticare.”
La reazione è stata immediata e travolgente. Lo schermo si è riempito di cuori spezzati, lacrime, bandiere svedesi e italiane affiancate. In Svezia le televisioni nazionali hanno interrotto i programmi per dare la notizia.
La famiglia Lindström, raggiunta telefonicamente da SVT, è scoppiata in lacrime: “Non lo conosciamo di persona, ma questo gesto… ci dà la forza di continuare”.
I colleghi di Sinner hanno risposto in massa. Carlos Alcaraz ha scritto: “Sei il numero 1 dentro e fuori dal campo. Forza Jannik”. Novak Djokovic ha condiviso il post con la caption: “Questo è il vero significato dello sport”. Matteo Berrettini ha aggiunto: “Fratello, sei immenso”.
Anche Tiger Woods, in una rarissima apparizione sui social, ha postato: “Respect, Jannik. True champion”.
Ma non sono mancati i commenti più duri. Alcuni utenti hanno accusato Sinner di “fare beneficenza per pulirsi la coscienza” o di “usare una tragedia per fare marketing”. Altri hanno ironizzato sul fatto che “l’Australian Open non è ancora iniziato e lui già dona tutto”.
Eppure la maggior parte del pubblico ha reagito con commozione pura.
La Fondazione Elias Lindström è stata creata d’urgenza dai genitori del ragazzo e da alcuni dirigenti del golf svedese già nella mattinata dell’11 gennaio, prima ancora che Sinner facesse l’annuncio. L’obiettivo è sostenere economicamente giovani golfisti svedesi che si trovano in situazioni di difficoltà economica o di salute.
Quando il nome di Sinner è apparso come primo donatore ufficiale, il sito della fondazione ha ricevuto oltre 300.000 visite in poche ore, con donazioni che hanno superato i 150.000 euro già nella prima giornata.
Intanto, a Malmö, la città è in lutto. Il bar “Nordlys” dove si è verificato l’incendio è stato completamente distrutto. Le autorità svedesi hanno aperto un’inchiesta per capire se si sia trattato di un corto circuito o di un atto doloso.
Le vittime erano quasi tutte giovani tra i 15 e i 25 anni che festeggiavano la fine degli esami invernali.
Jannik Sinner, che ha sempre mantenuto un profilo basso sulla vita privata, ha scelto questa volta di esporsi completamente. Non ha voluto conferenze stampa, non ha accettato interviste. Ha semplicemente lasciato parlare i fatti. Il suo silenzio dopo i due post è stato ancora più assordante.
Nel frattempo, l’Australian Open si avvicina. Sinner arriverà a Melbourne tra pochi giorni come favorito numero uno. Ma stavolta non sarà solo una caccia al titolo.
Sarà anche una missione: vincere per Matteo, per Elias, per tutti quei ragazzi che sognano di sollevare un trofeo e che la vita ha fermato troppo presto.
Un campione non si misura solo dai tornei vinti. Si misura da ciò che lascia dietro di sé quando il gioco finisce.
E ieri notte Jannik Sinner ha lasciato un segno che difficilmente verrà cancellato.