“Visto l’intenso allenamento a cui si è sottoposto Max Verstappen durante questa pausa invernale, credo che la FIA dovrebbe assegnargli il campionato di F1 del 2026 senza nemmeno farlo gareggiare”, ha dichiarato Jacques Villeneuve, campione del mondo del 1997, con un’affermazione sconvolgente nel mondo delle corse, rivelando tre cambiamenti rivoluzionari che riguardano Max Verstappen, cambiamenti talmente potenti da sbalordire tutti i rivali e stravolgere completamente il panorama della Formula 1.
Il mondo della Formula 1 è stato scosso da una dichiarazione destinata a far discutere a lungo. Jacques Villeneuve, campione del mondo nel 1997 e voce mai banale del paddock, ha lanciato una provocazione clamorosa che ha immediatamente acceso il dibattito tra tifosi, addetti ai lavori e piloti.
Secondo Villeneuve, l’attuale livello di preparazione fisica e mentale di Max Verstappen sarebbe talmente superiore a quello dei suoi avversari da rendere quasi superflua la competizione stessa per il titolo mondiale 2026.

Le parole dell’ex campione canadese non sono state pronunciate con leggerezza. Villeneuve ha spiegato di aver osservato con attenzione il lavoro svolto da Verstappen durante la pausa invernale, definendolo “mai visto prima nella storia recente della Formula 1”.
Allenamenti estremi, simulazioni incessanti, studio maniacale dei dati e una dedizione totale al perfezionamento di ogni dettaglio avrebbero portato il pilota olandese a un livello che, secondo lui, rischia di creare un divario incolmabile.

Ma l’aspetto più sorprendente dell’intervento di Villeneuve non è stata solo la provocazione sul titolo assegnato senza gare, bensì la rivelazione di tre cambiamenti rivoluzionari che riguarderebbero direttamente Max Verstappen. Cambiamenti che, se confermati, potrebbero davvero riscrivere gli equilibri della Formula 1 nel nuovo ciclo regolamentare.
Il primo cambiamento riguarda la trasformazione fisica del pilota Red Bull. Villeneuve ha parlato di un Verstappen “più forte, più resistente e più preciso”, capace di mantenere la stessa intensità dal primo all’ultimo giro, anche nelle condizioni più estreme.
Secondo alcune fonti del paddock, Max avrebbe seguito un programma di allenamento personalizzato che combina resistenza cardiovascolare, forza esplosiva e controllo neuromuscolare, studiato per affrontare le nuove monoposto del 2026, considerate più impegnative dal punto di vista fisico.

Il secondo cambiamento sarebbe di natura mentale. Villeneuve ha sottolineato come Verstappen abbia raggiunto una maturità psicologica fuori dal comune per un pilota ancora relativamente giovane. Non si tratterebbe più solo di aggressività e talento puro, ma di una capacità di lettura della gara quasi chirurgica.
“È come se vedesse la corsa due giri prima degli altri”, ha affermato Villeneuve, suggerendo che Max sia ormai in grado di anticipare strategie, errori e opportunità con una lucidità impressionante.
Il terzo e forse più destabilizzante cambiamento riguarda il rapporto tra Verstappen e il suo team. Secondo Villeneuve, Max non sarebbe più soltanto il pilota di punta della Red Bull, ma una vera e propria estensione del reparto tecnico.
Il suo contributo allo sviluppo della vettura del 2026 sarebbe stato determinante, con indicazioni precise su assetto, bilanciamento e gestione dell’energia. Un coinvolgimento così profondo da rendere la monoposto quasi “cucita su misura” per il suo stile di guida.
Queste dichiarazioni hanno inevitabilmente provocato reazioni contrastanti. Da un lato, molti tifosi di Verstappen hanno accolto le parole di Villeneuve come una conferma della grandezza del loro idolo, già considerato da molti uno dei più grandi di sempre.
Dall’altro, alcuni osservatori hanno invitato alla prudenza, ricordando che la Formula 1 è uno sport imprevedibile, dove regolamenti, affidabilità e concorrenza possono cambiare tutto in pochi mesi.
Nel paddock, il silenzio dei rivali è stato eloquente. Nessun pilota ha voluto commentare apertamente le parole di Villeneuve, ma secondo indiscrezioni l’affermazione avrebbe colpito nel segno.
L’idea che Verstappen possa partire con un vantaggio così netto nel 2026 avrebbe generato una certa inquietudine tra i team avversari, già impegnati a recuperare terreno in vista delle nuove regole.
La FIA, ovviamente, non ha preso posizione sull’uscita di Villeneuve, limitandosi a ribadire che ogni campionato si decide in pista.
Tuttavia, il solo fatto che una figura autorevole come un ex campione del mondo abbia pronunciato parole così forti dimostra quanto l’impatto di Verstappen sulla Formula 1 sia ormai percepito come dominante.
Al di là dell’esagerazione provocatoria, il messaggio di Villeneuve è chiaro: Max Verstappen non è solo il campione del presente, ma potrebbe diventare il punto di riferimento assoluto della nuova era della Formula 1.
Se i tre cambiamenti descritti dovessero davvero manifestarsi in pista, il 2026 rischierebbe di trasformarsi in una stagione segnata da un nuovo tipo di supremazia. Se i tre cambiamenti descritti dovessero davvero manifestarsi in pista, il 2026 rischierebbe di trasformarsi in una stagione segnata da un nuovo tipo di supremazia.
Resta ora da capire se la pista confermerà queste previsioni o se i rivali riusciranno a rispondere alla sfida.
Una cosa, però, è certa: con dichiarazioni come questa, l’attesa per la Formula 1 del 2026 è già salita alle stelle, e Max Verstappen si ritrova ancora una volta al centro di un ciclone mediatico che potrebbe accompagnarlo verso un’altra pagina di storia.