Le parole di Frédéric Vasseur hanno scosso il paddock come un fulmine a ciel sereno. In un momento in cui la Formula 1 vive una fase di transizione tecnica e politica, il team principal della Scuderia Ferrari ha lasciato intendere che a Maranello sta accadendo qualcosa di molto più grande di un semplice sviluppo aerodinamico. Dietro le porte chiuse della Gestione Sportiva si sta preparando un cambiamento strutturale destinato a influenzare l’intero equilibrio del campionato nei prossimi anni.
Secondo fonti interne vicine alla dirigenza, la Ferrari avrebbe avviato un’espansione silenziosa ma costante del proprio organico tecnico. Non si tratta solo di nuove assunzioni nel reparto aerodinamico, ma di un rafforzamento trasversale che coinvolge simulazione, power unit e strategia. Un ingegnere che ha chiesto l’anonimato avrebbe dichiarato che la differenza si vedrà tra due stagioni, quando il lavoro sotterraneo darà finalmente frutti concreti in pista e metterà in difficoltà anche le squadre oggi dominanti.
Vasseur, parlando con tono misurato ma deciso, avrebbe confidato a collaboratori fidati che la Ferrari non sta semplicemente rincorrendo gli avversari, ma sta cambiando mentalità. Ha spiegato che l’obiettivo non è vincere una gara isolata, bensì costruire una struttura capace di dominare cicli regolamentari completi. Secondo quanto riportato da chi era presente, avrebbe sottolineato che il vero punto di svolta non sarà nel 2025, bensì nel 2026, quando entreranno in vigore i nuovi regolamenti sulle power unit.

Il 2026 rappresenta infatti uno spartiacque tecnico epocale per la Formula 1. Con l’introduzione di motori più elettrificati e carburanti sostenibili, ogni costruttore dovrà ripensare la propria filosofia progettuale. A Maranello, secondo indiscrezioni, sarebbe già in fase avanzata un progetto radicalmente diverso rispetto all’attuale concetto di power unit. Un dirigente avrebbe lasciato intendere che la Ferrari non intende limitarsi ad adattarsi, ma vuole sfruttare il cambiamento per ribaltare la gerarchia stabilita negli ultimi anni.
Le rivelazioni più sorprendenti riguardano però la struttura organizzativa interna. Vasseur avrebbe ammesso che nei primi mesi del suo mandato ha individuato colli di bottiglia decisionali che rallentavano lo sviluppo. Ora la catena di comando sarebbe stata semplificata, con maggiore autonomia ai responsabili di reparto e un flusso di comunicazione più diretto tra pista e fabbrica. Un membro del team ha raccontato che per la prima volta da anni si respira un senso di responsabilità condivisa e non di pressione paralizzante.
L’espansione del team non riguarda solo gli ingegneri. Ferrari avrebbe investito pesantemente in infrastrutture, simulatori di nuova generazione e strumenti di analisi dati basati su intelligenza artificiale. Secondo una fonte tecnica, il nuovo simulatore consentirebbe correlazioni molto più precise tra galleria del vento e pista, riducendo drasticamente gli errori di interpretazione. Questo dettaglio, apparentemente tecnico, potrebbe rappresentare il vero segreto del piano 2026, garantendo uno sviluppo più rapido rispetto ai concorrenti.

Nel paddock si mormora che Vasseur abbia lavorato anche sul fronte politico. I rapporti con la FIA e con gli altri team principal sarebbero diventati più strategici, meno conflittuali. Un osservatore vicino alle trattative avrebbe riferito che Ferrari sta costruendo alleanze silenziose in vista delle future decisioni regolamentari. In un campionato dove la politica pesa quasi quanto i decimi al giro, questa mossa potrebbe rivelarsi decisiva per orientare lo sviluppo tecnico verso aree più favorevoli.
Un altro elemento chiave riguarda la gestione dei piloti. Pur mantenendo riserbo assoluto sui contratti, Vasseur avrebbe ribadito internamente che la stabilità della line-up è fondamentale per il successo a lungo termine. Un membro dello staff ha confidato che il team principal crede profondamente nel valore del lavoro di squadra e che sta creando un ambiente in cui i piloti possano contribuire attivamente allo sviluppo tecnico, senza tensioni interne o gerarchie rigide che minano la collaborazione.
Il colpo di scena imprevedibile, secondo quanto trapelato, sarebbe legato a una partnership tecnologica ancora non annunciata ufficialmente. Non si tratterebbe di uno sponsor tradizionale, ma di un’azienda specializzata in sistemi energetici avanzati. Una fonte interna avrebbe lasciato intendere che questa collaborazione potrebbe offrire alla Ferrari un vantaggio cruciale nella gestione dell’energia elettrica, aspetto che nel 2026 avrà un peso percentuale molto più elevato rispetto all’attuale configurazione.

Molti analisti si chiedono se tutto ciò basterà a scardinare il dominio recente di altre scuderie. Tuttavia, chi conosce Vasseur da vicino sostiene che la sua forza risiede nella pazienza strategica. Non promette rivoluzioni immediate, ma costruisce fondamenta solide. Un collaboratore storico ha raccontato che ripete spesso che le vittorie durature nascono da processi stabili, non da intuizioni isolate. Questo approccio potrebbe essere la chiave per riportare la Ferrari stabilmente al vertice.
Nel frattempo, a Maranello cresce l’entusiasmo. I dipendenti percepiscono che qualcosa sta cambiando davvero. Le riunioni tecniche sarebbero più collaborative, le decisioni più rapide, la visione più chiara. Un ingegnere ha confidato che per la prima volta dopo anni si ha la sensazione di lavorare su un progetto con un orizzonte definito e condiviso, non su soluzioni tampone per inseguire emergenze settimanali. Questo clima interno potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo concreto.
La domanda che ora circola nel paddock è inevitabile: la Formula 1 è pronta a un ribaltamento di potere? Se il piano 2026 della Ferrari manterrà le promesse e se l’espansione strutturale continuerà con la stessa determinazione, il campionato potrebbe assistere a una nuova era. Le parole di Vasseur, cariche di determinazione ma prive di proclami eccessivi, sembrano suggerire che il vero spettacolo non sia ancora iniziato. E quando il sipario si alzerà sul nuovo regolamento, Maranello potrebbe essere pronta a riscrivere la storia.