🚨🔥 INCENDIO SHOCK IN SVIZZERA: Uscite di emergenza mai aperte, mentre le telecamere riprendono una misteriosa figura nell’oscurità 👤❓😱

tạo bài báo với tiêu dề trênSearching the web27 resultsSearching on X5 results INCENDIO SHOCK IN SVIZZERA: Uscite di emergenza mai aperte, mentre le telecamere riprendono una misteriosa figura nell’oscurità Crans-Montana, 15 gennaio 2026 – La notte di Capodanno 2026 rimarrà impressa nella memoria collettiva come una delle tragedie più sconvolgenti della storia recente della Svizzera.

Nel cuore della rinomata località sciistica vallesana, il locale Le Constellation si è trasformato in una trappola mortale: un incendio rapidissimo ha causato la morte di 40 persone e il ferimento grave di altre 116, molte delle quali giovanissimi turisti stranieri, tra cui numerosi italiani.Quello che doveva essere un festeggiamento sfrenato per l’arrivo del nuovo anno è diventato un inferno in pochi secondi.

Ma le domande che tormentano l’opinione pubblica, le famiglie delle vittime e gli inquirenti sono sempre le stesse: perché le uscite di emergenza non hanno funzionato? E chi è quella figura misteriosa ripresa dalle telecamere mentre si allontana nel buio, proprio mentre le fiamme divoravano tutto?L’Innesco: scintille fatali sul soffitto infiammabileSecondo le prime ricostruzioni ufficiali della Procura del Canton Vallese, l’incendio è partito intorno all’1:30 del 1° gennaio dal seminterrato del locale, dove si concentrava la maggior parte dei giovani.

Una cameriera, ripresa in video virali mentre veniva portata in spalla da un collega, reggeva bottiglie di champagne sormontate da candele pirotecniche (i cosiddetti “bengala” o fontane scintillanti).

Le scintille, arrivate troppo vicino al soffitto rivestito di pannelli fonoassorbenti altamente infiammabili, hanno dato il via al disastro.In pochi istanti si è verificato il temuto fenomeno del flashover: il calore estremo ha fatto autoaccendere ogni superficie, trasformando il locale in una camera a gas infuocata.

I testimoni descrivono scene da incubo: fumo denso, visibilità zero, urla, corpi che cadono e si accatastano davanti alle vie di fuga.Le uscite di emergenza: una porta bloccata da un mobilettoLe indagini hanno rapidamente messo sotto accusa le misure di sicurezza del Le Constellation.

Le norme svizzere prevedono almeno due uscite adeguate per locali con capienza superiore alle 100-200 persone, ma qui qualcosa è andato drammaticamente storto.Le immagini delle telecamere interne, ora al vaglio degli inquirenti, mostrano chiaramente una piccola porta indicata come uscita di emergenza ostruita da un mobiletto.

Questa porta, situata in fondo a un corridoio nel seminterrato, è rimasta inutilizzabile proprio nel momento del panico.

Vì sao vụ cháy quán bar Thụy Sĩ gây thương vong lớn trong thời gian ngắn? -  Báo và Phát thanh, Truyền hình Lạng Sơn

I sopravvissuti raccontano di aver trovato corpi ammassati davanti a uscite impraticabili, mentre la scala principale che portava al piano terra si è trasformata in un imbuto mortale.Il proprietario Jacques Moretti, arrestato pochi giorni dopo la tragedia per pericolo di fuga e indagato (insieme alla moglie Jessica) per omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e incendio colposo, avrebbe ammesso durante gli interrogatori che alcune porte erano chiuse dall’interno per motivi di controllo accessi.

Una versione che stride con le norme di sicurezza e che ha scatenato indignazione in tutta Europa.La figura nell’oscurità: il giallo della proprietaria Jessica MorettiMa è un altro frame delle telecamere di videosorveglianza a scuotere l’opinione pubblica: in mezzo al caos, mentre le fiamme si propagano e i giovani cercano disperatamente una via di scampo, una sagoma femminile si allontana dal locale.

Testimoni e alcuni media italiani l’hanno identificata come Jessica Moretti, moglie del titolare e co-proprietaria del Constellation.Nelle immagini sgranate, la figura appare dirigersi verso l’uscita con qualcosa sottobraccio – secondo alcune ricostruzioni, l’incasso della serata.

Invece di aiutare i clienti o coordinare l’evacuazione, la donna avrebbe pensato a mettere in salvo il denaro, lasciando il locale in fiamme alle sue spalle.

Questo dettaglio, ancora al vaglio degli investigatori e non confermato ufficialmente in tutti i dettagli, ha scatenato accuse pesantissime: egoismo, incuria, forse addirittura dolo.Jessica Moretti è stata posta agli arresti domiciliari con obbligo di firma e divieto di espatrio, mentre il marito Jacques resta in carcere.

La coppia, che aveva rilevato e ristrutturato il locale nel 2015, difende la propria versione: il bar era stato rinnovato, controllato più volte dai vigili del fuoco e dotato di estintori.

Ma i fatti sembrano raccontare un’altra storia.Una tragedia annunciata: i mancati controlli e le responsabilità condiviseL’inchiesta si allarga anche alle autorità locali. Il Comune di Crans-Montana ha ammesso che dal 2020 al 2025 non sono stati effettuati controlli antincendio approfonditi sul Le Constellation, nonostante i 1.500 ispezioni complessive nella zona.

L’Italia si è costituita parte civile, mentre ambasciatori e governi di diversi Paesi (inclusi Francia e Belgio) seguono da vicino le indagini.Le famiglie delle vittime, tra cui molti adolescenti italiani, chiedono giustizia. “È una strage evitabile”, ripetono in coro.

Funerali commoventi si sono tenuti in Italia, con messaggi di cordoglio anche dal Vaticano.Un monito per il futuroLa notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 ha lasciato una ferita profonda nelle Alpi svizzere.

Le immagini delle fiamme, dei corpi intrappolati, di quella figura che fugge nell’oscurità mentre altri lottavano per la vita, continueranno a perseguitare l’opinione pubblica.Il Le Constellation non esiste più. Al suo posto, oggi ci sono fiori, candele e cartelli con i nomi delle vittime.

Ma la domanda più inquietante resta sospesa nell’aria fredda di Crans-Montana: quante altre tragedie si nascondono dietro a locali affollati, norme aggirate e uscite di emergenza… mai aperte?Le indagini proseguono. La verità, forse, emergerà dalle macerie e da quei frame sgranati che hanno immortalato l’orrore.

Nel frattempo, la Svizzera – e l’Europa intera – è chiamata a fa

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