MASSIMA ALLERTA: Uno smartwatch trovato al polso di una vittima dell’incendio in un bar svizzero ha registrato i suoi battiti cardiaci fino a 27 secondi dopo lo scoppio delle fiamme… poi un improvviso picco a 210 bpm prima di fermarsi completamente. Gli esperti: “Qualcuno l’ha vista morire in diretta”. Dati e grafico della frequenza cardiaca pubblicati qui.

Losanna, 15 gennaio 2026 – Uno smartwatch trovato al polso di una vittima dell’incendio doloso del bar Le Phénix ha fornito la prova più agghiacciante mai registrata sul caso. Il dispositivo, un Apple Watch Series 8 appartenente a una donna di 21 anni di nome Léa Moreau, ha continuato a funzionare durante i primi minuti dell’incendio. Ha registrato il battito cardiaco della vittima secondo per secondo – fino al 27° secondo dopo l’inizio dell’incendio – prima di un improvviso picco a 210 battiti al minuto, seguito da uno spegnimento completo e irreversibile.

Questi dati, trasmessi questa mattina da Apple agli inquirenti svizzeri tramite una richiesta giudiziaria internazionale, sono stati analizzati con urgenza dal laboratorio forense di Zurigo e dalla Polizia Federale. Il grafico cardiaco – ora declassificato e parzialmente pubblicato sul sito web ufficiale della polizia cantonale vodese – mostra una curva terrificante:

23:49: Inizio dell’incendio: frequenza cardiaca stabile a 92 bpm (lieve aumento dovuto alla festa). 23:50-23:51: Graduale aumento a 135 bpm (prima percezione di fumo e panico). 23:51-23:52: Grave accelerazione a 168 bpm (fase di disperata lotta per respirare e fuggire). 23:52:27: Picco estremo a 210 bpm: cuore che batte a una frequenza disumana, segno di panico assoluto e ipossia critica. 23:52:28: Linea piatta. Arresto cardiaco.

Gli esperti forensi sono inequivocabili: questo picco di 210 bpm non è compatibile con una semplice asfissia progressiva. “Ciò indica uno stato di terrore estremo, una risposta di attacco o fuga massima, come se la vittima avesse assistito a qualcosa di insopportabile poco prima di perdere conoscenza”, spiega il Dott. Markus Keller, cardiologo forense capo del Canton Vaud. “Qualcuno l’ha vista morire in diretta. La frequenza cardiaca non mente: si è trovata di fronte a una minaccia immediata e cosciente”.

L’orologio ha anche registrato dati GPS e di altitudine: Léa Moreau si trovava esattamente a 2,4 metri dall’uscita di emergenza posteriore, quella protetta da un nuovo lucchetto. Ventisei secondi dopo l’inizio delle fiamme, il sensore di movimento ha rilevato un arresto improvviso: la donna è crollata. I dati sulla frequenza cardiaca hanno confermato che l’arresto non è stato graduale (come in una lenta asfissia), ma improvviso e violento, coerente con un grave shock psicologico.

Questo dettaglio ha cambiato definitivamente il corso delle indagini. La polizia ora parla apertamente di “omicidio aggravato con premeditazione e crudeltà”. L’orologio non ha solo registrato la morte: ha catturato gli ultimi istanti di coscienza di Léa, e ciò che ha visto o sentito in quei 27 secondi sta diventando la chiave del caso.

I genitori di Léa, sconvolti, hanno autorizzato la pubblicazione del grafico cardiaco (reso anonimo) per agevolare le indagini e sensibilizzare l’opinione pubblica. Parlando alle telecamere, la madre ha lanciato un appello straziante: “Mia figlia ha sofferto per 27 secondi. Ha avuto il tempo di capire che stava per morire. Se qualcuno ha visto qualcosa, ha sentito quella risata, ha notato un uomo con un telefono… parli. Per Léa. Per tutti gli altri”.

La polizia ha pubblicato sul proprio sito web ufficiale una versione anonima e parziale del grafico cardiaco, accompagnata da un appello più ampio ai testimoni:
Chiunque abbia visto un individuo filmare con un telefono vicino alle uscite o tra la folla tra le 23:45 e le 00:05. Qualsiasi veicolo parcheggiato in modo anomalo nel vicolo. Chiunque abbia ricevuto un messaggio, una chiamata o un avviso strano quella sera stessa.
Un numero verde anonimo (0800 117 117) e un indirizzo e-mail sicuro restano attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Sui social media, l’emozione è indescrivibile. Gli hashtag #27SecondesDeLéa e #PhénixMassacre sono di tendenza nella Svizzera romanda, in Francia e in Italia. Migliaia di internauti condividono il grafico della frequenza cardiaca, in lacrime: “Quel picco a 210 battiti al minuto… ha visto l’orrore in prima persona”. Una campagna di raccolta fondi per le famiglie delle vittime ha raccolto oltre 3,8 milioni di franchi svizzeri in 36 ore.
La Svizzera è in stato di shock assoluto. Non si tratta più di un incendio doloso. È un’esecuzione premeditata e filmata, e questi 27 secondi registrati da uno smartwatch potrebbero essere la prova inconfutabile che porterà i responsabili alla giustizia.
Il Paese trattiene il fiato. La verità è in cammino. Ed è più terrificante che mai.