La conferenza stampa che avrebbe dovuto essere una semplice aggiornamento sulla stagione di Jannik Sinner si è trasformata in un momento di grande emozione e commozione. Darren Cahill, il coach australiano che segue il numero uno del mondo da anni, non è riuscito a trattenere le lacrime mentre parlava della situazione attuale del suo allievo. Tra singhiozzi e pause difficili da gestire, Cahill ha confermato ciò che molti tifosi temevano da settimane: Jannik Sinner è alle prese con un infortunio alla gamba che lo sta tenendo lontano dai campi e che rischia di compromettere gran parte della stagione 2026.

“Grazie a tutti per l’affetto e la preoccupazione che state dimostrando verso Jannik”, ha esordito Cahill con la voce rotta. “Purtroppo devo essere sincero: il ragazzo sta lottando con un problema serio alla gamba destra. Non è solo una questione di affaticamento o di dolore lieve. È un infortunio che richiede tempo, riposo assoluto e un percorso di riabilitazione molto attento. Per questo motivo, con ogni probabilità, Jannik non parteciperà a nessun torneo per il resto dell’anno… almeno secondo le previsioni attuali”.
Le parole del coach hanno provocato un silenzio tombale nella sala. I giornalisti presenti, abituati a vedere Cahill sempre composto e professionale, sono rimasti attoniti di fronte a quell’immagine così umana e vulnerabile. Molti hanno abbassato lo sguardo, altri hanno continuato a scrivere freneticamente sui tablet, mentre le telecamere immortalavano ogni lacrima.
L’infortunio, secondo quanto trapelato nelle ultime ore e confermato indirettamente da fonti vicine al team, riguarda un problema al tendine del ginocchio destro, aggravato da un sovraccarico durante gli allenamenti di fine gennaio. Sinner aveva già accusato fastidi durante l’Australian Open, dove si era ritirato ai quarti di finale contro Carlos Alcaraz. All’epoca il team aveva parlato di “cautela” e di una pausa necessaria per evitare complicazioni. Ma nelle ultime settimane i sintomi non sono migliorati: gonfiore persistente, dolore acuto durante i cambi di direzione e difficoltà a mantenere la solita esplosività nei movimenti laterali.
“Jannik è devastato”, ha continuato Cahill asciugandosi gli occhi con il dorso della mano. “Non è solo un tennista. È un ragazzo di 24 anni che vive per questo sport. Vederlo costretto a stare fermo, a guardare i suoi rivali giocare mentre lui fa fisioterapia e ginnastica in palestra… è dura. Per lui è come una punizione. Ma dobbiamo pensare alla sua carriera a lungo termine. Non possiamo rischiare di peggiorare la situazione”.

La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per il tennis italiano e mondiale. Sinner ha concluso il 2025 da numero uno del ranking, vincendo due Slam (Australian Open e US Open), le ATP Finals e dominando quasi ogni torneo a cui ha partecipato. Il suo dominio sembrava inarrestabile, ma questo stop forzato ha aperto la porta a scenari preoccupanti: se l’assenza dovesse prolungarsi oltre l’estate, Jannik rischia di scivolare fino al terzo posto del ranking, dietro a Novak Djokovic e Carlos Alcaraz, che stanno continuando a collezionare punti.
I tifosi, in Italia e nel mondo, hanno reagito con un misto di preoccupazione e solidarietà. Sui social network gli hashtag #ForzaJannik e #GetWellSoonSinner sono diventati virali in poche ore. Centinaia di messaggi di incoraggiamento sono arrivati da colleghi del circuito: da Matteo Berrettini a Lorenzo Musetti, da Rafael Nadal a Roger Federer, che ha postato una foto d’archivio con Sinner accompagnata dalla scritta “Il tuo momento tornerà. Fidati del processo”.
Ma oltre alla commozione, emergono anche le prime analisi sul futuro. Gli esperti medici e i fisioterapisti interpellati da vari media sportivi concordano sul fatto che infortuni di questo tipo al tendine del ginocchio possono richiedere dai tre ai nove mesi di stop completo, a seconda della gravità della lesione e della risposta del corpo alle terapie. Nel caso di Sinner, il team medico è ottimista: grazie alla giovane età, alla struttura fisica eccezionale e al lavoro preventivo svolto negli ultimi anni, il recupero potrebbe essere più rapido del previsto.
“Se tutto va per il meglio, Jannik potrebbe rientrare già tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno”, ha spiegato un ortopedico specializzato in traumi sportivi al Corriere dello Sport. “Il protocollo attuale prevede crioterapia, laserterapia ad alta intensità, esercizi isometrici e poi un graduale ritorno sul campo. Se non ci saranno ricadute, il rischio di cronicizzazione è basso. Jannik potrebbe essere di nuovo competitivo per le ATP Finals o per le Finals di Coppa Davis, se l’Italia dovesse qualificarsi”.
Il Roland Garros, in programma a fine maggio, sembra ormai fuori portata. Wimbledon a luglio è considerato un obiettivo molto difficile, mentre gli US Open di fine agosto/inizio settembre rappresentano la prima vera finestra realistica per un ritorno ad alto livello. Il team di Sinner sta lavorando in silenzio a Monte-Carlo, dove il tennista altoatesino ha una residenza e una palestra attrezzata per la riabilitazione. Ogni giorno si alternano fisioterapisti, preparatori atletici e specialisti in medicina rigenerativa.

La vicenda ha riacceso anche il dibattito sul calendario ATP, considerato da molti troppo fitto e usurante per i corpi dei giocatori. “Jannik è il simbolo di una generazione che spinge al massimo, ma a che prezzo?”, si è chiesto un editorialista di La Gazzetta dello Sport. “Forse è arrivato il momento di rivedere il numero di tornei obbligatori e di introdurre pause obbligatorie più lunghe”.
Intanto, a Roma, a Milano e in tutto il Paese, i tifosi si stringono idealmente attorno al loro campione. Le piazze virtuali e reali si riempiono di messaggi di incoraggiamento, maglie rosse (il colore simbolo di Sinner) vengono esposte sui balconi, e già si organizzano iniziative di solidarietà per sostenere la sua riabilitazione.
Darren Cahill, al termine della conferenza, ha concluso con un messaggio di speranza: “Jannik è forte. Più forte di quanto la gente pensi. Tornerà, e quando tornerà sarà ancora più affamato. Grazie per l’amore che gli state dimostrando. Ne ha bisogno ora più che mai”.
Il tennis italiano trattiene il fiato. Ma una cosa è certa: il ritorno di Jannik Sinner non sarà solo un rientro in campo. Sarà una storia di resilienza, di lotta e di rinascita. E quando accadrà, il mondo intero sarà lì ad applaudirlo.