“Mio figlio ha attraversato l’inferno per prepararsi alla stagione 2026, i tifosi abbiano compassione di lui!” In un’intervista esclusiva e scioccante trasmessa oggi sulla televisione italiana, Siglinde Sinner – madre di Jannik Sinner – non è riuscita a trattenere le lacrime mentre per la prima volta raccontava pubblicamente le terribili difficoltà che suo figlio ha dovuto affrontare durante la preparazione alla stagione 2026. Siglinde Sinner ha pianto disperatamente per tutti i 10 minuti dell’intervista, dovendosi fermare più volte per asciugarsi le lacrime. Il video è diventato rapidamente virale, superando i 20 milioni di visualizzazioni in sole 24 ore e suscitando una profonda commozione tra i tifosi.

“Mio figlio ha attraversato l’inferno per prepararsi alla stagione 2026, i tifosi abbiano compassione di lui!” In un’intervista esclusiva e scioccante trasmessa oggi sulla televisione italiana, Siglinde Sinner – madre di Jannik Sinner – non è riuscita a trattenere le lacrime mentre per la prima volta raccontava pubblicamente le terribili difficoltà che suo figlio ha dovuto affrontare durante la preparazione alla stagione 2026.

Siglinde Sinner ha pianto disperatamente per tutti i 10 minuti dell’intervista, dovendosi fermare più volte per asciugarsi le lacrime. Il video è diventato rapidamente virale, superando i 20 milioni di visualizzazioni in sole 24 ore e suscitando una profonda commozione tra i tifosi.

Dopo l’intervista esclusiva che ha sconvolto l’opinione pubblica italiana e internazionale, la storia di Jannik Sinner ha assunto contorni ancora più profondi e drammatici.

Le parole di Siglinde Sinner, pronunciate tra le lacrime in diretta televisiva, non sono rimaste un semplice sfogo emotivo di una madre, ma hanno aperto uno squarcio su ciò che realmente è accaduto dietro le quinte della preparazione alla stagione 2026.

Secondo quanto emerso nelle ore successive, il periodo più buio per Jannik è iniziato subito dopo il controverso caso di doping del 2025.

Sebbene l’azzurro sia sempre stato proclamato innocente e la sospensione di tre mesi sia stata poi giudicata eccessiva da molti addetti ai lavori, l’impatto psicologico su di lui è stato devastante.

Fonti vicine al team raccontano che Sinner si sia isolato quasi completamente a Monte Carlo, evitando contatti esterni e limitando al minimo anche le apparizioni pubbliche.

Durante quei mesi lontano dal campo, Jannik non ha smesso di allenarsi, ma lo ha fatto in silenzio, spesso di notte, lontano da occhi indiscreti. “Era come se volesse punirsi”, ha confidato una persona molto vicina alla famiglia. “Non parlava del dolore, non si lamentava.

Lavorava e basta.” Le notti insonni a Monte Carlo, citate da Siglinde, sarebbero state frequenti, segnate da crisi di pianto e da una pressione mediatica che pochi atleti della sua età avrebbero potuto sopportare.

Il rientro in campo, però, non ha portato il sollievo sperato. Il 2025 è stato costellato da problemi fisici che hanno minato la continuità del suo rendimento. L’infortunio al gomito durante Wimbledon è stato il primo campanello d’allarme serio.

Nonostante il dolore evidente, Sinner ha voluto continuare a giocare, aggravando la situazione. I fisioterapisti avrebbero consigliato uno stop più lungo, ma Jannik ha insistito per tornare il prima possibile.

A Shanghai, la scena del crampo devastante che lo ha costretto al ritiro a metà match è rimasta impressa nella memoria dei tifosi. Pochi sanno che, quella sera, Sinner è rimasto negli spogliatoi per oltre un’ora, incapace di rialzarsi senza aiuto.

Eppure, davanti alle telecamere, ha minimizzato tutto, parlando di “un problema passeggero”. Stessa storia agli US Open, dove i forti dolori allo stomaco lo hanno accompagnato per l’intero torneo.

La preparazione per il 2026, soprattutto in vista dell’Australian Open, è stata descritta come una vera e propria prova di resistenza estrema. Tra Dubai e Monte Carlo, Jannik avrebbe seguito sessioni di allenamento massacranti, arrivando a 8-10 ore al giorno.

Allenamenti tecnici, lavoro atletico, recupero, analisi video: una routine quasi disumana. Secondo alcuni membri dello staff, ci sarebbero stati giorni in cui Sinner è crollato a terra dalla stanchezza, incapace di proseguire.

Ciò che colpisce maggiormente è il suo atteggiamento verso la famiglia. Come raccontato dalla madre, Jannik avrebbe nascosto sistematicamente il dolore, limitandosi a sorridere e a rassicurare tutti con un semplice “Sto bene”. Un meccanismo di difesa, probabilmente, per non far soffrire chi gli è più vicino.

“Sa quanto teniamo a lui,” avrebbe detto Siglinde a telecamere spente, “e per questo non voleva mostrarci la sua fragilità.”

Dopo la messa in onda dell’intervista, il video ha superato i 20 milioni di visualizzazioni in 24 ore, diventando virale in tutto il mondo. I social network sono stati inondati di messaggi di sostegno, non solo da parte dei tifosi, ma anche da ex tennisti e personaggi dello sport.

Molti hanno chiesto maggiore rispetto e umanità nei confronti di un atleta che, spesso, viene giudicato solo per i risultati.

Alcuni commentatori sportivi italiani hanno sottolineato come questa vicenda debba aprire una riflessione più ampia sul peso che viene scaricato sui giovani campioni. Jannik Sinner, simbolo del tennis italiano moderno, è stato caricato di aspettative enormi fin da giovanissimo.

L’intervista della madre ha mostrato il lato umano di un ragazzo che, dietro i trofei e le vittorie, ha vissuto momenti di autentico inferno.

Ora, mentre la stagione 2026 si avvicina, l’attenzione è tutta su come Sinner riuscirà a trasformare questo dolore in forza. Il suo entourage parla di una nuova consapevolezza, di un Jannik più maturo, ma anche più bisognoso di equilibrio.

Le parole finali di Siglinde risuonano ancora forti: un appello semplice, ma potentissimo, rivolto ai fan di tutto il mondo.

“Abbiate pietà di lui. Sostenetelo.” Non è solo la richiesta di una madre in lacrime, ma il promemoria che, anche dietro un campione, c’è un figlio che ha sofferto in silenzio per tornare a lottare.

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