Il mondo del tennis è stato travolto da un’ondata di incredulità dopo le accuse mosse da Miomir Kecmanović in seguito alla sua sconfitta in semifinale al Mexico Open. Poche ore dopo il match, il giocatore serbo ha pubblicato un video accompagnato da fotografie che, secondo la sua versione, dimostrerebbero gravi irregolarità legate alla racchetta utilizzata dal suo avversario, Flavio Cobolli. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei social, alimentando dubbi e polemiche.
Nel video, Kecmanović ha parlato con tono fermo ma visibilmente scosso, affermando che durante alcuni scambi aveva percepito sensazioni anomale nel suono e nella velocità della palla. Secondo quanto dichiarato, avrebbe notato dettagli insoliti nella struttura del telaio mostrati nelle fotografie pubblicate subito dopo l’incontro. Ha spiegato di non voler sollevare polemiche inutili, ma di sentirsi obbligato a tutelare l’integrità dello sport.
Le accuse si concentrano su presunte modifiche non autorizzate alla racchetta di Cobolli. Secondo la versione del serbo, alcune componenti interne avrebbero potuto alterare la risposta elastica dell’attrezzo, offrendo un vantaggio competitivo. Tuttavia, esperti tecnici hanno ricordato che ogni racchetta viene controllata secondo regolamenti precisi prima degli incontri ufficiali, e che eventuali alterazioni strutturali sarebbero difficilmente sfuggite ai controlli preliminari.

Gli organizzatori del torneo e la società Mextenis hanno reagito prontamente, annunciando l’apertura di un’indagine interna per verificare i fatti. In un comunicato ufficiale, hanno sottolineato che la trasparenza e la correttezza sono valori fondamentali per la competizione e che ogni segnalazione viene esaminata con la massima serietà, indipendentemente dalla notorietà dei giocatori coinvolti.
Fonti vicine alla direzione del torneo hanno rivelato che la racchetta utilizzata da Cobolli è stata immediatamente sequestrata per analisi tecniche approfondite. Tecnici specializzati hanno eseguito controlli strutturali, verifiche sui materiali e confronti con modelli omologati. Secondo indiscrezioni, l’esame avrebbe incluso test di peso, bilanciamento e rigidità per accertare eventuali discrepanze rispetto alle specifiche dichiarate dal produttore.
Dal canto suo, Cobolli ha respinto con decisione ogni accusa. In una breve dichiarazione rilasciata ai media, ha affermato di aver sempre rispettato le regole e di aver utilizzato esclusivamente attrezzatura conforme ai regolamenti ATP. Ha aggiunto che confida pienamente nell’indagine e che la verità emergerà rapidamente, invitando tutti a evitare giudizi affrettati che potrebbero danneggiare la reputazione costruita con anni di sacrifici.
Le reazioni nel circuito professionistico non si sono fatte attendere. Alcuni giocatori hanno espresso solidarietà a Kecmanović, sostenendo il diritto di sollevare dubbi in caso di sospetti. Altri, invece, hanno invitato alla prudenza, ricordando che accuse pubbliche senza prove definitive possono generare tensioni inutili e compromettere rapporti professionali. Il dibattito si è esteso rapidamente anche agli analisti sportivi e agli ex campioni.

Secondo fonti interne, i risultati preliminari dell’indagine sarebbero stati comunicati agli organizzatori poche ore dopo l’inizio delle verifiche. Le conclusioni, definite “tecnicamente dettagliate”, avrebbero escluso la presenza di modifiche strutturali irregolari. Le racchette analizzate risulterebbero conformi agli standard previsti dai regolamenti internazionali, senza tracce di interventi che possano alterare in modo significativo le prestazioni.
La notizia dei risultati ha lasciato molti osservatori sorpresi, soprattutto alla luce della rapidità con cui si era diffusa l’ipotesi di irregolarità. Alcuni commentatori hanno evidenziato come l’episodio dimostri l’importanza di affidarsi a verifiche tecniche prima di trarre conclusioni. Altri hanno sottolineato che l’intero caso evidenzia la crescente pressione competitiva nel circuito, dove ogni dettaglio può diventare oggetto di scrutinio.
Dietro le quinte, persone vicine a Kecmanović avrebbero riferito che il serbo resta convinto delle proprie percezioni durante il match, pur rispettando l’esito ufficiale delle verifiche. Si parla di un confronto privato tra i due giocatori avvenuto lontano dalle telecamere, durante il quale sarebbero stati chiariti alcuni malintesi tecnici. Nessuna conferma ufficiale è stata fornita su questo incontro, ma fonti non smentiscono un dialogo diretto.

L’episodio ha acceso una discussione più ampia sull’utilizzo della tecnologia e sui controlli dell’attrezzatura nel tennis moderno. Esperti regolamentari hanno ricordato che le norme sono già tra le più severe nel panorama sportivo, ma che casi come questo potrebbero spingere verso ulteriori protocolli di verifica per evitare controversie future e proteggere l’immagine del circuito.
Alla fine, l’indagine non ha portato a sanzioni disciplinari, ma ha lasciato un segno profondo nel clima del torneo. La vicenda ha dimostrato quanto rapidamente possano diffondersi accuse in un’epoca dominata dai social media e quanto sia delicato l’equilibrio tra trasparenza e responsabilità. Il mondo del tennis osserva ora con attenzione, consapevole che la credibilità dello sport dipende dalla capacità di gestire con rigore anche le situazioni più controverse.
Nel frattempo, ambienti vicini al circuito riferiscono che l’ATP starebbe valutando un rafforzamento dei protocolli di verifica preventiva per evitare future controversie simili. Anche se il caso sembra chiuso ufficialmente, la tensione tra i due giocatori potrebbe riemergere nei prossimi tornei, alimentando un clima competitivo ancora più acceso e osservato con estrema attenzione da media e tifosi.
m j k lo i u y t r e y i o