ULTIMA ORA: Jannik Sinner sconvolge il mondo del tennis con il ritiro a sorpresa dagli Australian Open 2026 – Darren Cahill: “La decisione più dolorosa della nostra carriera”

Melbourne, Australia – 17 gennaio 2026
In un colpo di scena che ha lasciato attoniti tifosi, addetti ai lavori e l’intero pianeta tennis, Jannik Sinner, il numero 2 del mondo e campione in carica degli Australian Open per due anni consecutivi, ha annunciato il suo ritiro improvviso dal primo Slam della stagione 2026. La notizia è arrivata solo poche ore fa, a meno di 24 ore dall’inizio del tabellone principale (previsto per domenica 18 gennaio), senza alcun preavviso, conferenza stampa o comunicato dettagliato.
Solo un breve messaggio ufficiale sui canali social del tennista italiano: “Dopo un’attenta riflessione con il mio team, ho deciso di non partecipare agli Australian Open 2026. Grazie a tutti per il supporto costante. Jannik”.
Nessuna menzione di infortunio, nessuna spiegazione medica o personale. Il silenzio è stato assordante, e proprio per questo il mondo del tennis è esploso in congetture. Sinner, 24 anni, reduce da una stagione 2025 da sogno in cui ha completato una striscia impressionante di titoli (inclusi Australian Open, Wimbledon e ATP Finals), era considerato il favorito assoluto per il three-peat a Melbourne Park. Il sorteggio lo aveva posto come testa di serie numero 2, con un cammino che prometteva un possibile ennesimo duello epico contro Carlos Alcaraz in finale. Invece, tutto è svanito in un istante.
Poco dopo l’annuncio shock, è intervenuto **Darren Cahill**, il coach australiano che ha accompagnato Sinner in questa ascesa vertiginosa dal 2022. In una dichiarazione emozionata rilasciata a Sky Sport Italia e ripresa immediatamente dai principali media internazionali, Cahill ha rotto il silenzio con parole cariche di dolore: “Questa è la decisione più dolorosa che io e Jannik abbiamo mai dovuto affrontare insieme. Non è stata presa alla leggera. Abbiamo passato ore e ore a discuterne, pesando ogni aspetto – fisico, mentale, emotivo.
Jannik è un guerriero, ma a volte anche i guerrieri devono fermarsi per proteggere ciò che conta di più: la loro salute a lungo termine e la passione per questo sport. Non è un addio al tennis, è una pausa necessaria. Lo sostengo al 100%, come sempre”.
Le parole di Cahill, pronunciate con la voce rotta dall’emozione, hanno amplificato lo shock. Il coach, che aveva già annunciato un progressivo ridimensionamento del suo ruolo alla fine del 2025 per motivi familiari, ha invece prolungato la collaborazione con Sinner per almeno un’altra stagione dopo il trionfo a Wimbledon. La coppia aveva stretto un “patto” simbolico: se Sinner avesse vinto Wimbledon 2025, Cahill sarebbe rimasto. E così è stato. Ora, però, questa decisione improvvisa getta ombre su tutto.
Le possibili ragioni dietro il ritiro

Sebbene non ci sia alcuna conferma ufficiale, le speculazioni si concentrano su alcuni fattori chiave. Negli ultimi mesi del 2025, Sinner ha accumulato un carico di partite impressionante: finali Slam consecutive, ATP Finals vinte in casa, e una striscia di 27-1 nei Major. Molti esperti ritengono che il fisico, pur solido, stia pagando il prezzo. Ricordiamo che durante la stagione 2025 Sinner ha avuto solo un ritiro per infortunio, ma la pressione mentale del dominio condiviso con Alcaraz (che ha vinto gli ultimi scontri diretti cruciali, inclusa la finale US Open) potrebbe aver giocato un ruolo.
Un’altra ipotesi, meno probabile ma circolata sui social, riguarda strascichi del caso doping del 2024 (clostebol), che aveva portato Sinner a un momento di profonda crisi personale. In un’intervista recente a The Athletic (pubblicata il 15 gennaio 2026), lo stesso Sinner aveva ammesso di aver pensato al ritiro dal tennis durante quel periodo buio proprio agli Australian Open – il torneo che lo ha consacrato campione ma anche segnato da tormenti. “Melbourne è il posto dove ho vinto tanto, ma anche dove ho sofferto di più”, aveva detto con sguardo perso nel vuoto.
Il ritiro arriva anche in un momento storico per il tennis maschile: Alcaraz (numero 1) e Sinner hanno monopolizzato gli ultimi 8 Slam, creando una rivalità definita “era-defining”. Senza Sinner, Alcaraz diventa il grande favorito, ma il vuoto lasciato dall’italiano è enorme. Novak Djokovic (38 anni, 10 volte campione qui) e Alexander Zverev potrebbero approfittarne, ma nessuno nasconde la delusione.
Le reazioni del mondo del tennis

Il circuito è in subbuglio. Carlos Alcaraz, arrivato a Melbourne senza il suo ex coach Juan Carlos Ferrero (split a dicembre 2025), ha postato un messaggio sobrio su Instagram: “Forza Jannik, prenditi il tempo che ti serve. Il tennis ti aspetta quando sarai pronto. 💪”. Novak Djokovic, che ha saltato gli ultimi tornei del 2025 per una spalla dolorante, ha commentato: “Rispetto la scelta di Jannik. Il corpo e la mente vengono prima di tutto. Melbourne non sarà la stessa senza di lui”.
In Italia, lo shock è amplificato. Il Presidente della FITP Angelo Binaghi ha rilasciato una nota: “Siamo vicini a Jannik in questo momento difficile. La sua salute e il suo benessere sono la priorità assoluta”. I tifosi sui social oscillano tra preoccupazione e supporto: #ForzaJannik è trending worldwide, con migliaia di messaggi di incoraggiamento.
Cosa significa per il 2026 di Sinner?
Questo ritiro non è un addio definitivo al tennis. Sinner ha sempre sottolineato di voler “giocare a lungo” e di non inseguire record a tutti i costi. Il calendario 2026 è ancora aperto: dopo Melbourne, l’italiano potrebbe rientrare a Indian Wells o Miami, o puntare direttamente alla stagione sulla terra (Monte Carlo, Roma, Roland Garros). Ma il three-peat storico sfuma, e con esso la possibilità di riprendersi immediatamente il numero 1 da Alcaraz.
Il torneo, che inizia domani con qualificazioni concluse e main draw in arrivo, perde il suo protagonista principale. Il prize money record di A$111,5 milioni e l’aumento del 16% non bastano a colmare il vuoto emotivo. Melbourne Park, che ha visto Sinner vincere 22 delle ultime 26 partite giocate qui, ora dovrà fare a meno del suo re.
Mentre il mondo attende ulteriori dettagli – forse una conferenza stampa nei prossimi giorni –, resta una certezza: Jannik Sinner non è solo un campione. È un simbolo di resilienza, e questa pausa, per quanto dolorosa, potrebbe renderlo ancora più forte. Come ha detto Cahill: “È la decisione più dura, ma forse anche la più coraggiosa”.
Il tennis, oggi, è un po’ più silenzioso. Ma l’attesa per il ritorno di Sinner è già cominciata.