Il mondo del tennis è stato scosso da nuove dichiarazioni provenienti dall’entourage di Jannik Sinner, dopo che suo padre avrebbe espresso forte indignazione per alcune decisioni arbitrali avvenute durante l’Australian Open. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla famiglia, sarebbero state presentate formali richieste di chiarimento agli organizzatori del torneo, accusati di aver adottato criteri poco trasparenti che avrebbero penalizzato il giovane campione italiano. Al momento, non risulta alcuna conferma ufficiale di una causa depositata, ma la tensione è palpabile.
In una dichiarazione attribuita al padre del tennista, l’uomo avrebbe parlato apertamente di “integrità del tennis messa in discussione”, sostenendo che alcune chiamate arbitrali e decisioni organizzative abbiano influito sull’andamento del match di Sinner. “È vergognoso. Se non cambieranno la loro posizione, mio figlio rischia conseguenze serie,” avrebbe detto, aggiungendo che Jannik sta già affrontando una pressione enorme proveniente dall’opinione pubblica italiana e dai media internazionali.
Fonti interne al team Sinner raccontano che la famiglia non avrebbe preso questa posizione a cuor leggero. “Non sono persone che cercano lo scontro,” ha spiegato un membro dello staff. “Ma questa volta hanno sentito il bisogno di intervenire. Jannik è rimasto in silenzio, concentrato sul tennis, mentre suo padre ha deciso di farsi avanti per proteggere il lavoro e i sacrifici di anni.” Dietro le quinte, sarebbero stati raccolti filmati e report tecnici per supportare le richieste avanzate agli organizzatori.

Secondo quanto trapela dall’ambiente vicino al giocatore, le contestazioni riguarderebbero tempistiche di gioco, assegnazione dei campi e alcune decisioni arbitrali chiave nei momenti più delicati dell’incontro. Nulla è stato ancora ufficialmente riconosciuto dall’Australian Open, che ha rilasciato una breve nota ribadendo “la piena fiducia nel proprio corpo arbitrale” e invitando tutte le parti a utilizzare i canali istituzionali per eventuali reclami.
Un dettaglio poco noto è che, già prima del match incriminato, il team di Sinner avrebbe espresso preoccupazioni sul calendario imposto al tennista. Un insider ha rivelato: “Jannik ha avuto meno tempo di recupero rispetto ad altri giocatori. Non è una scusa, ma a questi livelli ogni ora conta.” Questo elemento, sommato alle decisioni arbitrali contestate, avrebbe spinto la famiglia a reagire in modo più deciso del solito.
Nel frattempo, Jannik Sinner avrebbe scelto una linea completamente diversa: silenzio pubblico e massimo focus sugli allenamenti. Una persona a lui vicina ha raccontato che il tennista avrebbe detto al suo staff: “Io rispondo in campo.” Parole semplici, che riflettono il carattere del campione altoatesino, noto per evitare polemiche e lasciare che siano le prestazioni a parlare. Tuttavia, l’impatto emotivo della vicenda non sarebbe stato trascurabile.

Esperti di diritto sportivo sottolineano che, anche qualora non si arrivi a un’azione legale formale, le richieste della famiglia potrebbero portare a una revisione interna delle procedure del torneo. “Spesso questi casi si risolvono con chiarimenti e incontri privati,” ha spiegato un avvocato specializzato. “Ma quando un atleta di primo piano è coinvolto, l’attenzione mediatica accelera tutto.”
Nel paddock del tennis, diversi colleghi di Sinner avrebbero espresso solidarietà in modo informale. Un giocatore del circuito, che ha preferito restare anonimo, ha commentato: “Capita a tutti di sentirsi penalizzati. La differenza è che Jannik è sotto i riflettori. Quando sei tra i migliori, ogni decisione pesa di più.” Anche alcuni ex campioni hanno invitato alla calma, ricordando che gli Slam restano eventi estremamente complessi da gestire.
Dietro le quinte, si parla anche di un tentativo di mediazione. Secondo una fonte vicina agli organizzatori, sarebbe stato proposto un incontro privato con la famiglia Sinner per discutere i punti contestati. “Nessuno vuole che questa situazione degeneri,” ha detto la fonte. “L’obiettivo è chiarire, non creare una guerra.” Resta da vedere se questo dialogo porterà a delle scuse ufficiali o a modifiche operative per il futuro.

Un altro aspetto emerso riguarda il peso delle aspettative su Jannik Sinner, oggi considerato uno dei volti principali del tennis mondiale. Chi gli è vicino racconta che il padre teme soprattutto l’impatto psicologico sul figlio. “Ha solo 24 anni,” avrebbe detto in privato. “Porta sulle spalle un intero paese.” Questa frase, riferita da una persona presente alla conversazione, riassume bene il clima emotivo che circonda il giovane campione.
Per ora, l’Australian Open mantiene una posizione prudente, mentre la famiglia Sinner attende risposte formali. Nessuna causa risulta ufficialmente depositata, ma le richieste di chiarimento restano sul tavolo. Intanto, Jannik continua la sua preparazione, deciso a non lasciarsi distrarre dalle polemiche. Come ha confidato un membro del suo team: “Questa storia passerà. Il talento resta.”
In attesa di sviluppi concreti, una cosa è certa: l’episodio ha riacceso il dibattito sulla trasparenza arbitrale e sulla tutela dei giocatori nei grandi tornei. E mentre il tennis mondiale osserva con attenzione, Jannik Sinner sembra voler mandare un messaggio chiaro: qualsiasi sia il rumore fuori dal campo, la sua risposta arriverà sempre con una racchetta in mano.
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