Il mondo del tennis è stato scosso da una notizia che ha fatto il giro del mondo in pochissimi minuti. Dopo un’intensa e durissima semifinale all’Australian Open 2026, Novak Djokovic, protagonista di una spettacolare rimonta contro Jannik Sinner, ha rilasciato una dichiarazione shock, accusando il giovane tennista italiano di aver utilizzato il dispositivo Whoop durante il match. La decisione di Djokovic di rivolgersi direttamente agli organizzatori del torneo e chiedere la sospensione definitiva di Sinner ha suscitato un’ondata di reazioni da parte di tifosi, esperti e addetti ai lavori.
L’incidente non solo ha acceso un dibattito sul doping, ma ha anche sollevato interrogativi più ampi su come il tennis professionistico debba affrontare le tecnologie moderne nel contesto delle performance atletiche.

La semifinale tra Djokovic e Sinner è stata una delle partite più emozionanti e drammatiche degli ultimi anni. Un match che ha visto il serbo, in difficoltà fisiche a causa di vomito, difficoltà respiratorie e dolori al petto, lottare per oltre quattro ore prima di compiere una rimonta straordinaria contro il giovane Sinner. Tuttavia, ciò che è accaduto subito dopo il termine della partita ha lasciato tutti senza parole.
Nel corso della conferenza stampa post-partita, Novak Djokovic ha accusato pubblicamente Sinner di aver utilizzato il dispositivo Whoop, uno strumento che monitora le performance fisiche e che, secondo Djokovic, sarebbe stato utilizzato in modo improprio per migliorare le prestazioni durante il match. “Non possiamo più tollerare situazioni come questa. Sinner ha usato il Whoop per monitorare e gestire il suo sforzo in modo da ottenere un vantaggio ingiusto. Non è più una questione di competizione leale,” ha dichiarato Djokovic, con il viso visibilmente teso.
L’accusa di Djokovic ha avuto un impatto immediato. Il Whoop, infatti, è diventato negli ultimi anni uno degli strumenti più utilizzati da atleti professionisti per monitorare la loro condizione fisica in tempo reale. Sebbene non sia uno strumento vietato, Djokovic ha messo in discussione l’equità dell’uso di tale tecnologia in un contesto di competizione. “È chiaro che questo tipo di monitoraggio fisico non dovrebbe essere consentito in un evento come l’Australian Open.
Se un atleta ha accesso a un dispositivo che gli permette di controllare la propria fatica in tempo reale e regolare il proprio sforzo, non si tratta più di una competizione equa,” ha aggiunto il serbo.
Il clamoroso appello di Djokovic ha costretto la ATP e gli organizzatori dell’Australian Open ad aprire un’indagine ufficiale sull’uso di dispositivi come il Whoop durante i match. L’ATP ha dichiarato che la questione sarà trattata con la massima serietà e che verranno esaminati tutti i dati disponibili per capire se ci siano state irregolarità nel comportamento di Sinner durante il torneo. Tuttavia, mentre le indagini sono in corso, la comunità del tennis si è divisa.
Alcuni esperti sostengono che l’uso di dispositivi come il Whoop non dovrebbe essere visto come una violazione delle regole, mentre altri ritengono che l’utilizzo di tecnologie in grado di influenzare direttamente le performance atletiche meriti una regolamentazione più severa.

Le accuse di Djokovic hanno suscitato una reazione altrettanto forte da parte di Jannik Sinner, che ha risposto con una dichiarazione breve ma incisiva. “C’è solo una cosa che voglio dire: Novak non sa di cosa sta parlando. Se non mi crede, guardi i dati,” ha dichiarato Sinner in una conferenza stampa separata. Le sue parole hanno immediatamente acceso i social media, dove i tifosi si sono divisi tra chi sostiene il giovane italiano e chi è convinto che Djokovic abbia ragione.
Sinner ha continuato a difendersi, affermando di aver sempre rispettato le regole e che non ha mai usato alcun tipo di sostanza per migliorare le sue performance.
“Questo è un attacco personale,” ha detto Sinner, “e non è la prima volta che Novak cerca di mettermi in difficoltà. Ma io continuo a fare il mio lavoro e non mi lascerò distrarre da queste accuse infondate.” L’italiano ha poi ribadito che il suo obiettivo è migliorarsi ogni giorno e che l’uso di dispositivi di monitoraggio fisico è parte della sua routine, ma che non ha mai avuto intenzioni ingannevoli.
La reazione dei tifosi è stata altrettanto polarizzante. Mentre alcuni hanno preso le difese di Sinner, considerando le accuse di Djokovic come un tentativo di minare la sua reputazione, altri hanno visto nella sua reazione una conferma della sua innocenza. “Non si può semplicemente ignorare quello che ha detto Djokovic. Lui è un campione e non farebbe mai un’accusa così grave senza una ragione valida,” ha scritto un tifoso su Twitter. “Sinner deve dimostrare di non aver fatto nulla di sbagliato, altrimenti dovrà affrontare le conseguenze,” ha aggiunto un altro.
In mezzo a questa tempesta mediatica, l’ATP ha emesso un comunicato ufficiale in cui conferma di aver avviato un’indagine sul caso e ha chiesto che entrambe le parti cooperino pienamente. “Siamo impegnati a garantire che ogni atleta segua le regole stabilite, e se ci sono violazioni, verranno prese le misure appropriate,” ha dichiarato l’ATP.

L’intera vicenda ha messo in luce una questione più ampia che riguarda il futuro del tennis e l’uso delle tecnologie moderne nel contesto delle competizioni sportive. Se da una parte l’uso di dispositivi per monitorare la performance può essere considerato un’opportunità per migliorare la preparazione fisica degli atleti, dall’altra si solleva la preoccupazione che tali tecnologie possano essere utilizzate in modo da ottenere un vantaggio sleale durante le partite.
Il dibattito su come regolamentare l’uso di tecnologie come il Whoop è destinato a crescere nei prossimi mesi, mentre l’ATP cerca di trovare un equilibrio tra l’innovazione e la protezione dell’integrità della competizione.
Il futuro di Jannik Sinner e la sua carriera nel tennis potrebbe dipendere in gran parte dall’esito dell’indagine in corso. Se l’ATP dovesse accertare che ci siano stati comportamenti irregolari, Sinner potrebbe affrontare sanzioni severe, tra cui l’esclusione da eventi futuri. Tuttavia, se l’indagine non dovesse rivelare alcuna irregolarità, l’immagine di Djokovic potrebbe subire un duro colpo, soprattutto se le sue accuse dovessero risultare infondate.
La storia tra Djokovic e Sinner non si fermerà qui, e probabilmente sarà oggetto di discussioni e dibattiti ancora per molto tempo. La comunità del tennis sta vivendo uno dei momenti più controversi della sua storia recente, e solo il tempo dirà come evolverà questa vicenda.